Epatite A in aumento, medici: “A Pasqua attenzione al cibo”. Monitoraggio decisivo nelle prossime settimane

Cresce l’allerta per l’epatite A in Italia, con un aumento dei casi soprattutto in alcune regioni chiave. Secondo i dati del sistema di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, il trend è in forte crescita e riguarda in particolare Lazio, Campania e Puglia.

Aumento dei casi e focus su Roma

Nel 2026 si registra un nuovo rialzo dei contagi, dopo un 2025 già in crescita (631 casi contro i 443 dell’anno precedente). Nei primi tre mesi dell’anno, il numero continua a salire, con un picco a marzo.

Nella Capitale, Roma, si contano circa 50 casi, mentre in Campania si è sviluppato il principale focolaio, da cui l’infezione potrebbe essersi diffusa anche in altre regioni, anche attraverso il consumo di molluschi contaminati.

Il ruolo del cibo e i rischi a Pasqua

L’epatite A è causata dal virus HAV e si trasmette principalmente per via oro-fecale, spesso attraverso alimenti contaminati, in particolare frutti di mare crudi.

Per questo, in vista delle festività pasquali, i medici invitano alla prudenza. “È fondamentale prestare attenzione a ciò che si mangia”, ha spiegato Pier Luigi Bartoletti della Fimmg Roma, sottolineando come il monitoraggio delle prossime settimane sarà decisivo per valutare eventuali interventi più incisivi.

Sintomi anche dopo settimane

Uno degli aspetti più insidiosi della malattia è il periodo di incubazione, che può variare da 2 a 7 settimane. Questo significa che i sintomi possono comparire molto tempo dopo il contagio.

Tra i principali segnali:

  • febbre
  • nausea e vomito
  • perdita di appetito
  • stanchezza

Nei casi più avanzati si manifestano sintomi epatici come ittero (colorazione gialla della pelle e degli occhi), urine scure, feci chiare e dolori addominali. Nei bambini, invece, l’infezione può essere anche asintomatica.

Controlli e prevenzione

Le autorità sanitarie hanno già rafforzato i controlli sulla sicurezza alimentare, mentre alcune amministrazioni locali hanno introdotto restrizioni sul consumo di molluschi crudi.

L’obiettivo è contenere la diffusione del virus, in un momento dell’anno – quello pasquale – in cui aumenta il consumo di prodotti a rischio.

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