Una fase di riflessione che si prolunga e un equilibrio politico ancora da definire. Dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia e le dimissioni di tre figure chiave dell’esecutivo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si trova davanti a un bivio: rilanciare il governo con un rimpasto o valutare, almeno teoricamente, l’ipotesi di elezioni anticipate.
Dopo il referendum, una maggioranza sotto pressione
A una settimana dalla debacle referendaria, il quadro resta incerto. Le dimissioni della ministra Daniela Santanchè, del sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove e della capo di gabinetto Tiziana Bartolozzi hanno aperto una fase delicata per l’esecutivo.
A caldo, a Palazzo Chigi era stata presa in considerazione anche l’ipotesi di un voto anticipato, ma nelle ultime ore questa prospettiva appare meno probabile. Gli alleati spingono per evitare scossoni e puntano piuttosto su un riassetto interno.
L’ipotesi rimpasto: da “light” a profondo
Sul tavolo resta quindi il tema del rimpasto, che potrebbe assumere diverse forme: da un semplice aggiustamento tecnico fino a una revisione più ampia della squadra di governo.
Tra i nomi in circolazione per sostituire Santanchè spicca quello di Alessandra Priante per un possibile interim al Turismo, mentre per gli altri incarichi si valutano figure come Francesco Paolo Sisto e Andrea Ostellari. Non esclusi nuovi ingressi, tra cui Sara Kelany e Carolina Varchi.
Più complesso, invece, sarebbe un rimpasto profondo, che potrebbe configurarsi come un vero e proprio “Meloni bis”, con implicazioni istituzionali più rilevanti.
Il ruolo del Quirinale
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella segue l’evoluzione con attenzione. Dal Quirinale arriva un richiamo alla responsabilità, in un contesto internazionale già complesso.
Un cambio limitato sarebbe considerato fisiologico, mentre un riassetto più ampio richiederebbe passaggi formali più articolati.
Sondaggi e rischio logoramento
A pesare sulle scelte della premier ci sono anche i sondaggi, che registrano un calo di Fratelli d’Italia, e la nascita di nuove formazioni politiche come Futuro Nazionale, che potrebbero incidere sugli equilibri del centrodestra.
La principale preoccupazione di Giorgia Meloni resta il rischio di logoramento. Nonostante il vertice con Antonio Tajani e Matteo Salvini abbia rafforzato la maggioranza, le decisioni definitive non sono ancora state prese.
Obiettivo fine legislatura
Tra i fedelissimi della premier prevale una linea chiara: arrivare a fine legislatura, trasformando l’attuale governo in uno dei più longevi della storia repubblicana.
Per riuscirci, le priorità sono il rilancio dell’azione politica e l’accelerazione sulla riforma elettorale. Sullo sfondo restano anche altri possibili cambiamenti, con nomi come Luca Zaia che ciclicamente tornano nel dibattito, pur in un quadro ancora tutto da definire.
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