Roma – La regolamentazione come leva di sviluppo e non come ostacolo. È questa la visione espressa da Francesco Tufarelli, rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri, intervenuto alla VI edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit.
L’evento, che ha riunito istituzioni, imprese e mondo accademico, si conferma un punto di riferimento per il confronto sulle strategie legate alla cybersicurezza e all’innovazione tecnologica . In questo contesto, il tema della normativa assume un ruolo sempre più centrale.
«La normativa nazionale ed europea non deve essere vista come un vincolo», ha sottolineato Tufarelli, evidenziando come le regole debbano rispondere alle esigenze di un contesto in continua evoluzione, segnato in particolare dall’impatto dell’intelligenza artificiale.
Secondo il rappresentante della Presidenza del Consiglio, l’AI rappresenta a tutti gli effetti una nuova rivoluzione industriale, capace di ridefinire modelli economici e sociali. Proprio per questo, l’Europa si è mossa in anticipo, sviluppando un quadro regolatorio innovativo, poi recepito e implementato anche dall’Italia.
Una regolamentazione che si distingue per il suo approccio. «L’Europa cerca di mettere al centro l’uomo», ha spiegato Tufarelli, tracciando un confronto con altri modelli internazionali: negli Stati Uniti prevale una logica di mercato, mentre in Cina l’intelligenza artificiale è spesso legata a dinamiche di controllo.
Il modello europeo si propone invece di trovare un equilibrio tra innovazione e tutela dei diritti, accompagnando lo sviluppo tecnologico senza ostacolarlo. «L’obiettivo è seguire le evoluzioni non in antitesi, ma in coerenza con esse», ha aggiunto.
Dal Summit emerge dunque una prospettiva chiara: la cybersicurezza e l’intelligenza artificiale richiedono un quadro normativo capace di adattarsi rapidamente ai cambiamenti, mantenendo al tempo stesso una visione etica e centrata sulla persona.
In questo equilibrio tra innovazione e regolazione si gioca una parte fondamentale della competitività europea, con l’Italia chiamata a svolgere un ruolo attivo nel tradurre le norme in opportunità per il sistema Paese .
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