Roma – La sicurezza delle infrastrutture critiche passa sempre più anche dal mare. È questo il messaggio lanciato da Roberta Pinotti, Presidente della Fondazione del Polo Nazionale della dimensione Subacquea (PNS), intervenuta alla VI edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit.
L’evento, che ha riunito istituzioni, imprese e mondo accademico, ha evidenziato come la cybersicurezza si estenda ormai a domini sempre più ampi, includendo anche quello sottomarino .
Pinotti ha richiamato l’attenzione su un tema diventato centrale dopo episodi come l’attacco al Nord Stream 2: la vulnerabilità delle infrastrutture subacquee. «Sotto il mare passa gran parte degli elementi legati all’energia e il 95% dei dati globali viaggia attraverso cavi sottomarini», ha spiegato, sottolineando la rilevanza strategica di questo dominio.
Un ambito che rappresenta al tempo stesso un’opportunità e un rischio. «Il dominio subacqueo è una nuova frontiera», ha affermato, evidenziando come possa essere terreno di innovazione ma anche bersaglio di attacchi da parte di attori ostili.
Proprio per questo, negli ultimi anni si è rafforzato l’impegno istituzionale. Dal 2022 la Marina Militare ha assunto un ruolo di responsabilità specifica sul dominio underwater, mentre è stato avviato un progetto interministeriale che coinvolge Difesa, Ministero delle Imprese, Università e Ricerca e Ministero del Mare.
Da questa sinergia nasce il Polo Nazionale della dimensione Subacquea, accompagnato da una fondazione con l’obiettivo di sviluppare tecnologie italiane per la protezione delle infrastrutture critiche e per il presidio dell’intero ecosistema marino.
«Oggi conosciamo meno del 30% dei fondali», ha ricordato Pinotti, evidenziando come il mare rappresenti ancora un territorio in gran parte inesplorato, con enormi potenzialità di sviluppo, dalla produzione energetica alle risorse naturali.
Ma accanto alle opportunità, restano i rischi. Da qui la necessità di investire in ricerca, innovazione e cooperazione tra pubblico e privato. «Mettere insieme civile, militare e industria è ciò che ci permette di essere competitivi», ha sottolineato.
Dal Summit emerge dunque una visione chiara: la cybersicurezza non si limita al dominio digitale, ma si estende alle infrastrutture fisiche e ai nuovi spazi strategici come quello subacqueo. Un terreno su cui si giocherà una parte decisiva della sicurezza e della competitività del Paese nei prossimi anni .
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