Elon Musk convocato a Parigi: indagine su X tra deepfake e contenuti illegali

Il fondatore di Tesla e proprietario del social X, Elon Musk, è stato convocato dalla magistratura francese nell’ambito di un’indagine su presunti abusi legati alla piattaforma.

L’interrogatorio, fissato a Parigi, rientra in un’inchiesta avviata nel gennaio 2025 e riguarda possibili violazioni della legge francese. La presenza di Musk non è obbligatoria: l’eventuale assenza, hanno chiarito gli inquirenti, non fermerà il corso delle indagini.

Le accuse al centro dell’inchiesta

Secondo quanto ricostruito dalla procura di Parigi, guidata dal magistrato Laure Beccuau, l’indagine si concentra su due fronti principali:

  • una presunta complicità nella diffusione di materiale pedopornografico
  • l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per creare deepfake a contenuto sessualmente esplicito, realizzati senza il consenso delle vittime

Nel mirino non c’è solo Musk, ma anche l’ex amministratrice delegata Linda Yaccarino, entrambi considerati responsabili “de facto e de jure” della gestione della piattaforma nel periodo oggetto dell’indagine.

Perquisizioni e interrogatori

Già nei mesi scorsi, gli investigatori avevano effettuato una perquisizione negli uffici francesi di X.

Ora la procura ha convocato:

  • dirigenti della società
  • dipendenti
  • testimoni

per una serie di interrogatori volontari, previsti nell’arco di più giorni.

L’obiettivo, spiegano gli inquirenti, è consentire alla piattaforma di chiarire la propria posizione e illustrare eventuali misure adottate per rispettare la normativa francese.

La posizione di X

In una nota ufficiale, X ha respinto ogni accusa, definendo l’azione giudiziaria un “atto abusivo” motivato da ragioni politiche.

La società sostiene inoltre che l’indagine rappresenti un tentativo di pressione sul management statunitense attraverso la filiale francese.

Tensione tra Francia e Stati Uniti

Secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, anche il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sarebbe intervenuto, sostenendo che l’inchiesta francese potrebbe entrare in conflitto con il Primo Emendamento sulla libertà di espressione.

La procura di Parigi ha però ribadito con fermezza la propria posizione:
le indagini penali sono condotte in piena autonomia, nel rispetto del sistema giuridico francese e del principio di separazione dei poteri.

Indagine ancora in corso

Al momento, la piattaforma X non è formalmente accusata di reati. L’inchiesta si trova in una fase preliminare e punta a verificare eventuali responsabilità nella gestione dei contenuti.

Un caso che potrebbe avere ripercussioni importanti non solo per il social di Musk, ma per l’intero settore delle piattaforme digitali e dell’intelligenza artificiale.

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