Depurazione e appalti, Fatuzzo: “Contenziosi frenano i lavori, servono tempi certi e stop alle proroghe”

Roma – La lentezza degli interventi nel settore della depurazione delle acque passa anche da un nodo strutturale: l’elevata litigiosità tra le imprese. A evidenziarlo è stato Fatuzzo, il Commissario Straordinario Unico per la depurazione e il riuso delle acque fluide, intervenuto nel corso del convegno dedicato alla gestione delle risorse idriche ed energetiche.

«Le principali criticità sono determinate dall’eccessiva litigiosità tra le aziende. È difficile che una gara non debba affrontare un contenzioso», ha spiegato.

Un fenomeno che incide direttamente sui tempi di realizzazione delle opere. Anche quando le procedure di affidamento si concludono rapidamente, i ricorsi possono bloccare l’avvio dei lavori per lunghi periodi.

«Una gara, anche se assegnata in tempi brevi, può subire ritardi di un anno, un anno e mezzo, fino anche a due anni», ha sottolineato.

Per contrastare questo scenario, le leve a disposizione sono limitate. Tra queste, il rafforzamento delle misure contro i ricorsi infondati.

«Chiediamo ai nostri difensori di ottenere la condanna alle spese nei casi, molto frequenti, di ricorsi che non hanno fondamento», ha aggiunto.

Parallelamente, il Commissario ha puntato su un’accelerazione delle procedure interne e sul rispetto rigoroso delle tempistiche.

«Stiamo accelerando tutti i percorsi, monitorando da vicino progettisti e operatori economici. Fin dal mio insediamento ho chiarito che non sarebbero state concesse proroghe», ha spiegato.

Una scelta che ha già prodotto risultati concreti, riducendo i tempi sia nella fase di progettazione sia in quella di esecuzione.

«Così siamo riusciti a ottenere una significativa abbreviazione dei tempi e un rispetto più rigoroso delle scadenze», ha concluso.

About The Author

Condividi l'articolo sui tuoi social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *