Cambiano le regole sui controlli fiscali legati alle spese mediche. A partire dalla dichiarazione dei redditi 2026, l’Agenzia delle Entrate rafforza il sistema di verifiche sui dati inseriti nel modello 730, con un’attenzione particolare a chi modifica la dichiarazione precompilata.
Le novità derivano da un decreto del Ministero dell’Economia dello scorso ottobre e riguardano le spese sostenute nel 2025.
Quando scattano i controlli
Il punto centrale è semplice: se il contribuente modifica le spese sanitarie già presenti nella dichiarazione precompilata, quella modifica può diventare il punto di partenza per un controllo formale.
Non è automatico, ma aumenta il rischio di verifiche da parte del Fisco.
Il sistema di incrocio dei dati
I controlli si basano sull’incrocio tra due fonti:
- i dati inseriti dal contribuente nel modello 730
- quelli registrati nel Sistema Tessera Sanitaria
Medici, farmacie, strutture pubbliche e private sono infatti obbligati a comunicare tutte le spese sostenute dai pazienti.
Il funzionario può verificare nel dettaglio:
- codice fiscale del contribuente o del familiare
- struttura che ha erogato la prestazione
- tipo di spesa (visite, farmaci, esami, ecc.)
- modalità di pagamento (contanti o elettronico)
Se i dati non coincidono, scatta il controllo.
Cosa cambia davvero
La principale novità riguarda la trasmissione dei dati: non più mensile ma annuale, con scadenza al 31 gennaio.
Una semplificazione per medici e strutture, ma non per i contribuenti: i dati confluiscono comunque automaticamente nella precompilata e diventano il riferimento per i controlli.
Le spese nel mirino
Le verifiche riguardano tutte le principali voci detraibili:
- farmaci
- dispositivi medici
- visite specialistiche
- esami diagnostici
- spese veterinarie
La detrazione resta al 19%, con una franchigia di 129,11 euro.
Attenzione alla documentazione
Un aspetto cruciale riguarda le prove di spesa. In caso di controllo, il contribuente deve essere in grado di dimostrare tutto con:
- scontrini parlanti
- fatture
- ricevute
Questo vale anche per chi si affida a un CAF o a un professionista: la responsabilità della documentazione resta comunque del contribuente.
Il rischio sanzioni
Se i dati dichiarati non risultano corretti, anche per errore, possono scattare:
- recupero delle imposte non versate
- sanzioni amministrative
Cosa fare per evitare problemi
La regola è una: non modificare la precompilata senza avere documenti solidi.
Controllare i dati, confrontarli con quelli della Tessera Sanitaria e conservare tutte le ricevute è il modo più semplice per evitare contestazioni.
About The Author
You may also like
-
Pressione fiscale al 43,5%, cala il potere d’acquisto delle famiglie: i dati Istat accendono il confronto politico
-
Carburanti, scade lo sconto sul gasolio: arrivano le accise mobili, cosa cambia per i prezzi
-
Manovra, tensioni geopolitiche e conflitti pesano sui conti: «Serve rafforzare la resilienza del Paese»
-
Carburanti ancora in rialzo, diesel verso 2,50 euro in autostrada: Eni e IP fissano un tetto ai prezzi
-
Moody’s alza le stime sull’Italia: Pil 2026 a +0,8%, rating confermato a Baa2
