Stage post laurea, compensi medi da 600 euro: 7 giovani su 10 non si sentono valorizzati

Per molti neolaureati italiani il primo ingresso nel mondo del lavoro passa ancora attraverso uno stage, spesso però accompagnato da compensi bassi e prospettive incerte. È quanto emerge da una ricerca realizzata da ING People Insights Lab insieme a YouGov, che ha analizzato il rapporto tra giovani, tirocini e valorizzazione del talento. 

L’indagine ha coinvolto 411 giovani tra i 20 e i 30 anni laureati negli ultimi due anni e fotografa una situazione critica: il 70% degli intervistati ritiene che il talento non venga adeguatamente riconosciuto nel mercato del lavoro italiano. 

Lo stage continua a rappresentare il principale strumento di accesso all’occupazione. Circa la metà dei giovani ha svolto almeno un tirocinio negli ultimi tre anni, ma il tema economico resta centrale. Tra chi ha effettuato uno stage, sei su dieci hanno ricevuto un rimborso spese, con una media mensile di 607 euro, cifra considerata insufficiente soprattutto nelle grandi città dove il costo della vita e degli affitti è più elevato. 

Solo il 14% degli stagisti percepisce oltre 800 euro al mese, mentre molti giovani dichiarano di aver dovuto contare sul sostegno economico della famiglia per riuscire a sostenere le spese quotidiane. 

Nella scelta di uno stage, gli aspetti più importanti per i neolaureati sono le opportunità di apprendimento e formazione, indicate dal 55% degli intervistati, seguite dalla possibilità concreta di assunzione futura (48%) e dall’entità del compenso economico (47%). Non a caso, circa la metà dei giovani ha rifiutato almeno una proposta di stage e nel 36% dei casi la motivazione principale è stata proprio una retribuzione giudicata troppo bassa. 

Tra le principali criticità segnalate emergono anche la difficoltà di crescita professionale e il mancato equilibrio tra vita privata e lavoro. Il 56% ritiene inadeguati gli stipendi offerti dalle aziende, mentre il 53% lamenta scarse opportunità di carriera. Sempre più importante anche il tema della flessibilità e dello smart working. 

Lo stipendio diventa inoltre determinante nella scelta tra restare in Italia o cercare opportunità all’estero. Per il 62% dei giovani il fattore economico rappresenta infatti l’elemento principale per decidere se costruire il proprio futuro professionale nel Paese oppure trasferirsi fuori dai confini nazionali. 

Nonostante le difficoltà, lo stage continua comunque a essere percepito come un’esperienza utile soprattutto dal punto di vista formativo, in particolare per lo sviluppo di competenze tecniche e relazionali. Restano però basse le aspettative sulla possibilità che il tirocinio possa trasformarsi rapidamente in un lavoro stabile. 

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