Space Economy e ricerca scientifica, Perna (INAF): “L’intelligenza artificiale è una sfida che richiede un salto metodologico”

Si è svolto presso la Sala Europa degli Uffici del Parlamento europeo in Italia il convegno “Intelligenza Artificiale e Space Economy – Algoritmi e dati al servizio dell’economia dello spazio”, promosso da ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori in collaborazione con il Parlamento europeo in Italia. 

L’iniziativa ha riunito istituzioni, enti di ricerca, università e aziende del settore aerospaziale per discutere delle prospettive della Space Economy europea, con particolare attenzione all’impatto dell’intelligenza artificiale nello sviluppo delle tecnologie spaziali e della ricerca scientifica. 

Tra gli interventi del panel tecnico anche quello di Corrado Perna, dirigente tecnologo strategie presidenza dell’INAF, che ha portato il punto di vista dell’istituto impegnato nello studio e nell’osservazione dell’universo.

“Il mio intervento qui oggi è stato un po’ diverso dalla media degli altri colleghi in quanto ho portato il punto di vista di un’istituzione che fa dell’osservazione dell’universo e quindi dello spazio la propria missione istituzionale”, ha dichiarato Perna.

Nel corso del suo intervento il rappresentante dell’INAF ha illustrato le principali missioni scientifiche dei prossimi anni e le aspettative legate ai risultati della ricerca spaziale.

“Ho preso l’occasione per fare il punto sulle missioni più importanti dei prossimi anni dai quali si attendono risultati significativi”, ha spiegato.

Perna ha inoltre sottolineato il valore economico delle missioni spaziali, evidenziando il loro impatto sul sistema industriale nazionale.

“Ho voluto sottolineare non solo la rilevanza economica di queste missioni, in quanto generano un indotto industriale significativo per il sistema industriale del Paese”, ha aggiunto.

Ampio spazio anche al tema dell’intelligenza artificiale applicata alla ricerca scientifica, considerata una grande opportunità ma anche una sfida per il mondo accademico e tecnologico.

“L’intelligenza artificiale nell’ambito della ricerca scientifica è un’opportunità, ma richiede un salto quantico dal punto di vista della metodologia d’utilizzo”, ha concluso.

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