Un accordo miliardario siglato all’ultimo momento ha evitato uno dei più pesanti scioperi industriali della Corea del Sud. Samsung Electronics ha infatti raggiunto un’intesa con i lavoratori della divisione semiconduttori poche ore prima dell’avvio di una protesta che avrebbe potuto paralizzare per oltre due settimane il settore più strategico dell’azienda.
La trattativa si è chiusa il 20 maggio grazie anche all’intervento diretto del ministro del Lavoro Kim Young-hoon, chiamato a mediare tra azienda e sindacati. L’intesa è stata poi approvata dai dipendenti con oltre il 73% dei voti favorevoli.
Bonus milionari per trattenere tecnici e ingegneri
Il nuovo piano prevede la redistribuzione del 10,5% dei profitti operativi della divisione Device Solutions, cuore produttivo dei chip Samsung. Si parla di una cifra complessiva vicina ai 40 trilioni di won, pari a circa 26 miliardi di dollari.
I premi varieranno in base al ruolo ricoperto. Operai specializzati e tecnici più giovani riceveranno bonus compresi tra 200 mila e 280 mila dollari, mentre per ingegneri e quadri intermedi le cifre potrebbero sfiorare i 400 mila dollari. Per le posizioni senior, i compensi andranno oltre questa soglia.
Gran parte del premio sarà assegnata sotto forma di azioni aziendali: una quota immediatamente liquidabile e la restante vincolata nel tempo. Contestualmente è stato eliminato anche il limite che fissava i bonus a un massimo del 50% dello stipendio annuale.
Il timore di perdere personale a favore di SK Hynix
Dietro la decisione di Samsung non ci sarebbe soltanto la volontà di scongiurare lo sciopero. La società stava infatti affrontando una crescente emorragia di personale qualificato verso la rivale SK Hynix, che nei mesi scorsi aveva già introdotto un sistema simile di partecipazione agli utili.
Secondo il sindacato, molti dipendenti consideravano ormai troppo ampio il divario retributivo tra le due aziende, soprattutto in un momento in cui il settore dei semiconduttori legati all’intelligenza artificiale sta generando profitti record.
L’intelligenza artificiale spinge i conti di Samsung
Nel primo trimestre del 2026 Samsung ha registrato risultati finanziari eccezionali. L’utile operativo ha superato i 57 trilioni di won, moltiplicandosi di oltre otto volte rispetto all’anno precedente. Anche i ricavi hanno raggiunto livelli mai toccati prima.
A trainare questa crescita sono soprattutto i chip HBM, componenti ad alte prestazioni indispensabili per i datacenter AI e per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale.
In un contesto simile, un lungo stop produttivo avrebbe potuto avere conseguenze pesantissime sia per Samsung sia per l’economia sudcoreana, considerando che il colosso pesa per oltre il 12% del Pil nazionale.
Titolo in rialzo e capitalizzazione oltre i mille miliardi
L’annuncio dell’accordo ha avuto effetti immediati anche sui mercati finanziari. Le azioni Samsung hanno registrato un forte rialzo, mentre la capitalizzazione dell’azienda ha superato la soglia simbolica dei mille miliardi di dollari.
Il gruppo è oggi una delle società più grandi al mondo e uno dei protagonisti assoluti della corsa globale all’intelligenza artificiale, grazie alla leadership nella produzione di memorie DRAM e NAND.
Le polemiche degli azionisti
L’accordo, però, ha acceso un duro dibattito interno. Diversi investitori contestano il fatto che i bonus siano collegati direttamente al profitto operativo, quindi prima del pagamento delle imposte.
Secondo alcuni azionisti, il sistema rischierebbe di trasformarsi in una sorta di dividendo mascherato distribuito senza il passaggio in assemblea. Per questo motivo sarebbe già allo studio un possibile ricorso legale.
Dubbi sarebbero stati espressi anche dal presidente sudcoreano Lee Jae Myung, che avrebbe sollevato interrogativi sulla sostenibilità di un modello di questo tipo.
Un modello destinato a diffondersi
Quello firmato da Samsung potrebbe rappresentare soltanto il primo passo di una trasformazione più ampia del mercato del lavoro sudcoreano. Altre grandi aziende tecnologiche e industriali stanno infatti affrontando rivendicazioni simili.
Tra queste figurano Kakao, LG Uplus e HD Hyundai Heavy Industries, dove i sindacati chiedono una partecipazione sempre più consistente agli utili aziendali.
Restano esclusi migliaia di lavoratori dell’indotto
Nonostante la portata storica dell’accordo, restano fuori migliaia di lavoratori della filiera Samsung. I bonus riguardano infatti esclusivamente i dipendenti diretti della divisione chip e non il vasto sistema di aziende esterne che operano quotidianamente negli stabilimenti del gruppo.
Un elemento che continua a evidenziare la forte disparità presente nel mercato del lavoro sudcoreano: tutele e stipendi elevati nei grandi conglomerati industriali, condizioni molto più fragili per chi lavora nell’indotto.
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