Eurozona, inflazione in aumento a maggio: cresce al 3,2%. Boom dell’energia, bene il turismo europeo

L’inflazione torna a salire nell’Eurozona. Secondo le stime preliminari diffuse da Eurostat, a maggio 2026 il tasso annuo dei prezzi al consumo dovrebbe attestarsi al 3,2%, in aumento rispetto al 3,0% registrato ad aprile.

A trainare la crescita continua a essere soprattutto il comparto energetico, che registra il tasso di incremento più elevato tra le principali componenti dell’inflazione. I prezzi dell’energia segnano infatti un aumento annuo del 10,9%, leggermente superiore al 10,8% rilevato il mese precedente.

L’andamento conferma come il costo dell’energia continui a rappresentare uno dei principali fattori di pressione sull’economia europea, influenzando famiglie, imprese e consumi.

Turismo in crescita nell’Unione Europea

Sul fronte turistico arrivano invece segnali positivi. Nel primo trimestre del 2026, secondo Eurostat, sono stati registrati 471,1 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive dell’Unione Europea, con una crescita del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Nel dettaglio, gennaio ha totalizzato 143,5 milioni di pernottamenti (+3,2%), febbraio 154,4 milioni (+3,4%) e marzo 173,2 milioni (+3,7%), confermando una tendenza positiva per il settore.

Italia tra i Paesi con la crescita più alta

A guidare la classifica europea è l’Irlanda, che registra un incremento del 35,3% dei pernottamenti, seguita da Malta (+11,1%) e Danimarca (+9,3%).

L’Italia si colloca tra i Paesi più dinamici, occupando il settimo posto nella graduatoria europea con una crescita vicina al 7%, segnale di una domanda turistica ancora forte e di una buona attrattività delle destinazioni nazionali.

Di segno opposto i dati di alcuni Paesi che hanno registrato una flessione dei flussi turistici. La diminuzione più marcata è stata rilevata in Lituania (-12,9%), seguita da Romania (-6,7%) e Lussemburgo (-3,8%).

I dati confermano dunque un quadro economico europeo caratterizzato da due tendenze contrapposte: da una parte la persistenza delle pressioni inflazionistiche, alimentate soprattutto dai costi energetici, dall’altra la crescita del turismo, che continua a rappresentare uno dei settori più vitali dell’economia continentale.

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