730 modificato, rimborsi più lenti: ecco quando scattano i controlli del Fisco

Novità per milioni di contribuenti alle prese con la dichiarazione dei redditi. Chi presenta il modello 730 modificando i dati della versione precompilata potrebbe dover attendere più tempo per ricevere l’eventuale rimborso Irpef.

Con un provvedimento pubblicato il 17 giugno 2026, l’Agenzia delle Entrate ha confermato i criteri che saranno utilizzati per effettuare i controlli preventivi sulle dichiarazioni considerate a rischio.

Le verifiche possono scattare quando il contribuente interviene sulla dichiarazione precompilata modificando elementi che incidono sul reddito o sull’imposta dovuta. Tra i casi più frequenti figurano l’inserimento di spese detraibili non presenti nei dati dell’Agenzia, la correzione di redditi o immobili e l’aggiunta di oneri deducibili non risultanti nelle banche dati fiscali.

Tuttavia, modificare il 730 non significa automaticamente finire sotto controllo. L’attenzione del Fisco si concentra soprattutto sulle dichiarazioni che presentano anomalie o incoerenze rispetto alle informazioni già disponibili.

Tra gli indicatori che possono far scattare le verifiche figurano differenze rilevanti rispetto alle Certificazioni Uniche, ai modelli di pagamento, alle dichiarazioni degli anni precedenti e ai dati trasmessi da banche, assicurazioni, enti previdenziali e strutture sanitarie.

Sotto osservazione anche i contribuenti che negli anni passati hanno presentato irregolarità o anomalie fiscali.

In caso di controllo preventivo, i tempi per ottenere il rimborso potrebbero allungarsi di diversi mesi rispetto alla normale procedura.

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