Dal 1° luglio entreranno in vigore nuove tariffe sulle spedizioni provenienti dai Paesi extraeuropei, con possibili conseguenze per milioni di consumatori che acquistano online da piattaforme internazionali come Temu, Shein e altri marketplace esteri.
La novità principale riguarda l’introduzione del contributo europeo da 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-Ue. Alla misura comunitaria potrebbe però sommarsi anche il contributo nazionale da 2 euro previsto dalla legge di Bilancio italiana, dando origine a una doppia imposizione che porterebbe il costo aggiuntivo fino a 5 euro per spedizione, oltre all’Iva.
A essere interessate saranno anche le spedizioni di valore inferiore a 150 euro, che finora beneficiavano di un regime agevolato e che con le nuove disposizioni saranno soggette a maggiori controlli e oneri doganali.
La prospettiva della doppia tassazione ha suscitato forti perplessità tra gli operatori del settore logistico. Confetra, la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica, ha espresso la propria contrarietà sostenendo che l’applicazione simultanea delle due misure potrebbe causare una drastica riduzione del traffico merci, con effetti negativi sia per le imprese sia per le entrate fiscali dello Stato.
Anche Confcommercio ha chiesto al Governo di valutare un rinvio della tassa nazionale, proponendo di farla coincidere con l’entrata in vigore del contributo europeo. Pur giudicando positivamente il dazio comunitario come strumento per contrastare la concorrenza dei prodotti a basso costo provenienti dall’estero, l’associazione teme che un ulteriore balzello italiano possa penalizzare il mercato e generare effetti indesiderati.
La misura era stata introdotta all’inizio dell’anno con l’obiettivo di contenere la crescita delle piattaforme di e-commerce extraeuropee e dell’ultra fast fashion. Tuttavia il provvedimento ha già subito diverse modifiche e rinvii, passando prima attraverso una sospensione e successivamente attraverso una proroga fino all’estate.
Alla base dell’intervento vi è la forte crescita delle importazioni provenienti soprattutto dalla Cina. Secondo i dati dell’Unione europea, nel 2024 sono entrati nel mercato comunitario circa 4,6 miliardi di piccoli pacchi, di cui oltre il 90% provenienti dal mercato cinese. Un fenomeno in continua espansione che ha spinto Bruxelles e i governi nazionali a rafforzare i controlli e a introdurre nuove regole per riequilibrare la concorrenza con le imprese europee.
Nei prossimi giorni saranno chiariti gli ultimi aspetti applicativi della normativa e l’eventuale coesistenza tra il contributo europeo e quello italiano.
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