Nuovi filmati acquisiti dalla Procura di Bologna potrebbero contribuire a chiarire quanto accaduto ad Abderrahim Fakir, il 30enne morto lo scorso 19 luglio durante un intervento di polizia nel quartiere Pilastro. Le immagini documentano sia le fasi che hanno preceduto l’immobilizzazione dell’uomo sia i tentativi di rianimazione effettuati dopo il fermo.
Secondo quanto emerge dai video, Fakir si trovava in strada in evidente stato di agitazione. Gli agenti, giunti sul posto, avrebbero cercato per circa trenta minuti di tranquillizzarlo prima che la situazione degenerasse. Le immagini mostrano successivamente l’uomo mentre si dirige contro alcune autorimesse e, infine, verso un’auto in transito. A quel punto gli operatori intervengono immobilizzandolo a terra e utilizzando anche spray al peperoncino.
In un altro filmato, acquisito agli atti dell’inchiesta, Fakir appare disteso a terra con fascette ai polsi e alle caviglie, mentre alcuni soccorritori della Croce Rossa tentano di rianimarlo con massaggio cardiaco, ventilazione e defibrillatore.
L’avvocato della famiglia, Fabio Anselmo, contesta le modalità dell’intervento, sostenendo che la rianimazione sarebbe avvenuta mentre l’uomo era ancora immobilizzato. Secondo il legale, inoltre, sul volto sarebbero visibili segni riconducibili all’utilizzo dello spray al peperoncino a distanza ravvicinata.
Per fare piena luce sulle cause della morte saranno determinanti i risultati dell’autopsia, attesi nelle prossime ore. L’esame dovrà chiarire l’origine delle lesioni riscontrate, le cause del decesso e valutare anche la correttezza delle manovre di soccorso effettuate.
L’inchiesta sta approfondendo anche le condizioni psicologiche di Fakir. Dagli accertamenti emerge che circa un mese prima della morte l’uomo si era rivolto al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna per un problema di natura psichiatrica, mentre nei giorni precedenti era stato segnalato alle forze dell’ordine per comportamenti molesti.
Nel frattempo è emerso anche che, secondo la difesa dei due agenti coinvolti, la polizia avrebbe richiesto immediatamente l’intervento del 118 per una persona in crisi psichica. La centrale operativa avrebbe però comunicato che in quel momento non era disponibile un’automedica. La registrazione della chiamata è stata acquisita dalla Procura e sarà valutata nell’ambito delle indagini.
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