Guerra e caro energia, Confindustria lancia l’allarme: “Rallenta la crescita, consumi e industria sotto pressione”

L’escalation delle tensioni in Medio Oriente continua a pesare sull’economia italiana. Secondo il Centro Studi di Confindustria, il terzo trimestre del 2026 si apre con prospettive negative, tra rincari di petrolio e gas, inflazione ancora elevata, rallentamento dell’industria e consumi delle famiglie in frenata.

Nel consueto rapporto congiunturale, gli analisti evidenziano come gli effetti del conflitto tra Stati Uniti e Iran stiano già influenzando la crescita economica, dopo aver inciso sul Prodotto interno lordo nel secondo trimestre.

Petrolio e gas spingono ancora l’inflazione

A preoccupare è soprattutto il rialzo dei prezzi dell’energia. L’aumento del costo del greggio e del gas naturale alimenta l’inflazione, che secondo Confindustria resterà elevata ancora per diversi mesi.

Gli economisti di viale dell’Astronomia sottolineano che, anche se il ritmo di crescita dei prezzi dovesse rallentare, il livello raggiunto continuerà comunque a pesare sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla competitività delle imprese.

Credito più rigido e imprese in difficoltà

Il caro energia si riflette anche sul sistema del credito. I prestiti alle imprese risultano in aumento, ma principalmente per far fronte alle maggiori spese energetiche piuttosto che per finanziare nuovi investimenti.

Secondo Confindustria, il rischio è che il progressivo irrigidimento delle condizioni di finanziamento possa frenare ulteriormente la ripresa produttiva nei prossimi mesi.

Consumi in rallentamento e industria in frenata

Il rapporto segnala inoltre un rallentamento della domanda interna. Le famiglie, alle prese con bollette e carburanti più costosi, potrebbero ridurre la spesa nei prossimi mesi.

Anche il comparto industriale mostra segnali di decelerazione, mentre il settore dei servizi appare più stabile. Sul fronte del commercio estero, l’export registra una flessione a maggio, pur mantenendo un bilancio positivo nei primi cinque mesi dell’anno.

Il Governo valuta nuove misure

Intanto prosegue il confronto all’interno dell’esecutivo sulle possibili misure per contenere gli effetti del caro energia.

Tra le ipotesi al vaglio figura il ricorso alle accise mobili sui carburanti, soluzione che potrà essere valutata dopo la definizione degli incassi IVA di luglio, prevista nei primi giorni di agosto.

Più avanti, in autunno, il Governo potrebbe inoltre ricorrere alla maggiore flessibilità di bilancio concessa dall’Unione europea per finanziare interventi nel settore energetico. Il percorso dovrà però passare attraverso il via libera di Bruxelles e l’approvazione del Parlamento.

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