Giorgetti: via libera della Camera alla clausola Ue, l’Italia chiederà fino a 36 miliardi per difesa ed energia

Il Parlamento autorizza il Governo ad attivare la flessibilità prevista dalle nuove regole di bilancio europee. Bruxelles valuterà la richiesta a settembre

La Camera dei Deputati ha autorizzato il Governo ad attivare la clausola di salvaguardia prevista dalle nuove regole di bilancio dell’Unione Europea, consentendo all’Italia di richiedere maggiore flessibilità per finanziare investimenti nei settori della difesa e della sicurezza energetica.

La risoluzione di maggioranza, presentata dopo le comunicazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, è stata approvata con 181 voti favorevoli, 126 contrari e 12 astensioni. Respinte invece le proposte delle opposizioni.

Fino a 36,1 miliardi di euro entro il 2028

L’Esecutivo punta a utilizzare l’intero margine consentito dalla clausola europea, pari complessivamente all’1,5% del Pilnel triennio fino al 2028.

Nel dettaglio, la richiesta prevede:

  • 14,4 miliardi di euro (0,6% del Pil) destinati alla sicurezza energetica;
  • 21,7 miliardi di euro (0,9% del Pil) per il settore della difesa.

Il totale delle risorse richieste ammonta quindi a circa 36,1 miliardi di euro.

Giorgetti: “Sfrutteremo tutta la quota destinata all’energia”

Nel suo intervento alla Camera, il ministro Giorgetti ha spiegato che il Governo intende utilizzare integralmente la quota prevista per la sicurezza energetica.

“La clausola originaria era destinata alla difesa. La novità è che una parte può ora essere destinata anche alla sicurezza energetica. Per quest’ultima chiederemo il massimo consentito, mentre per la difesa ci fermeremo allo 0,9% del Pil”, ha dichiarato il titolare del Ministero dell’Economia.

Bruxelles deciderà a settembre

La richiesta italiana sarà ora esaminata dalla Commissione Europea nel mese di settembre, mentre il via libera definitivo è atteso durante la riunione dell’Ecofin prevista a ottobre.

Solo dopo l’eventuale approvazione europea il Governo potrà chiedere al Parlamento l’autorizzazione allo scostamento di bilancio, che dovrà essere votato a maggioranza assoluta.

Il nodo del deficit

Giorgetti ha comunque sottolineato che il ricorso alla clausola dovrà rimanere compatibile con gli obiettivi di finanza pubblica.

Il ministro ha ricordato che, se il deficit italiano dovesse restare superiore al 3% del Pil, il Paese potrebbe continuare a rimanere nella procedura europea per deficit eccessivo, anche qualora l’intero scostamento fosse dovuto a spese ammesse dalla clausola europea.

La nuova revisione dei conti pubblici da parte dell’Istat è attesa per il 22 settembre e rappresenterà un passaggio decisivo per valutare la posizione dell’Italia.

Le critiche delle opposizioni

Le forze di opposizione hanno espresso posizioni differenti rispetto alla scelta del Governo.

Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra avevano presentato una risoluzione alternativa chiedendo che l’eventuale maggiore flessibilità fosse destinata esclusivamente al contrasto della povertà, al rafforzamento della sanità pubblica, al sostegno di famiglie e imprese colpite dalla crisi energetica e agli investimenti nelle energie rinnovabili, escludendo nuove spese militari.

La proposta non è stata approvata.

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