CyberShield AI Italia, Cardinale Bagnasco: «L’intelligenza artificiale è una grande sfida per la libertà di ciascuno»

Educazione, formazione della coscienza e tutela della libertà personale di fronte alla crescente diffusione dell’intelligenza artificiale. Sono i temi richiamati dal Cardinale Angelo Bagnasco nell’ambito di “CyberShield AI Italia – La nuova difesa digitale nazionale”, l’evento promosso dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI) dedicato alle nuove sfide poste dall’innovazione e dalla sicurezza digitale.

Secondo Bagnasco, il rapporto tra società e nuove tecnologie deve essere affrontato partendo da due dimensioni strettamente collegate: la formazione della coscienza individuale, che si riflette poi su quella collettiva, e la responsabilità della società civile.

«Prima quello della coscienza, la formazione della coscienza personale che si riflette poi e si esprime anche nella coscienza collettiva», ha spiegato il Cardinale, indicando nei valori e nell’educazione un primo elemento fondamentale.

A questa dimensione si affianca il ruolo della società civile, chiamata non soltanto a organizzare il vivere comune, ma anche, nella riflessione proposta da Bagnasco, a promuovere e difendere il bene dei cittadini e della collettività.

Una particolare attenzione è stata riservata ai più giovani e alla possibilità di introdurre limiti di età nell’accesso a determinati strumenti. Bagnasco ha richiamato, a questo proposito, alcune iniziative e discussioni emerse in Paesi europei come Austria e Gran Bretagna, indicando la tutela dei minori come uno dei possibili ambiti di intervento.

L’obiettivo, ha spiegato, è «aiutare i più giovani a non affrontare delle cose troppo più grandi di loro, della loro età». Ma un limite normativo, da solo, non rappresenta il punto centrale della questione.

Per Bagnasco, il tema più profondo rimane infatti quello educativo: formare la capacità individuale di distinguere ciò che favorisce la crescita della persona da ciò che rischia invece di condizionarne la libertà.

«È bene solamente ciò che aiuta l’uomo a crescere», ha affermato. Al contrario, ciò che tende «a condizionarlo nella sua libertà, a sostituirlo addirittura, a utilizzarlo» rappresenta un rischio sul quale interrogarsi.

È in questo quadro che si inserisce anche l’intelligenza artificiale. La possibilità di ottenere risultati in maniera sempre più rapida e semplice offre grandi opportunità, ma pone allo stesso tempo interrogativi sul rapporto tra tecnologia e autonomia individuale.

«Le categorie, in particolare dell’intelligenza artificiale, del più comodo e del più veloce, certamente sono una grande sfida sulla libertà di ciascuno», ha concluso Bagnasco.

Una riflessione che sposta quindi il dibattito sull’AI oltre la sola dimensione tecnologica: accanto alla sicurezza degli strumenti emerge il tema della formazione delle persone, soprattutto delle nuove generazioni, affinché l’innovazione rimanga al servizio dell’individuo senza sostituirne la capacità di scelta.

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