Legge elettorale, via libera alla Camera al voto dei fuori sede: approvato l’articolo 8

Via libera della Camera all’articolo 8 della riforma della legge elettorale, che introduce la disciplina del voto per gli elettori fuori sede e ne estende l’applicazione anche ai caregiver familiari. L’Aula di Montecitorio ha approvato l’articolo con 214 voti favorevoli e nessun contrario, mentre le opposizioni si sono astenute.

Sul provvedimento il Governo non aveva posto la questione di fiducia e le opposizioni non avevano presentato emendamenti.

L’articolo prevede l’istituzione, presso gli uffici elettorali comunali, di un elenco degli elettori fuori sede ammessi a votare nel comune di temporaneo domicilio. La disciplina riguarda le elezioni della Camera e del Senato, le elezioni europee e i referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione.

Approvata anche la terza fiducia

Prima dell’esame dell’articolo 8, l’Aula aveva dato il via libera alla terza e ultima questione di fiducia posta dal Governo sulla riforma.

La fiducia sull’articolo 3 è stata approvata con 228 voti favorevoli, 144 contrari e tre astenuti. La norma interviene sulla configurazione di alcuni collegi elettorali dell’Alto Adige, tra cui Merano, Bressanone e Bolzano.

Nella giornata precedente erano già arrivate le altre due fiducie: 226 voti favorevoli sull’articolo 1 e 227 sull’articolo 2, relativo al sistema di elezione del Senato.

Il percorso della riforma

Il testo è tornato alla Camera in terza lettura dopo le modifiche introdotte dal Senato. Il calendario ufficiale di Montecitorio prevedeva per il 7 ottobre il voto di fiducia e, successivamente, l’esame dell’articolo 8 e degli ordini del giorno.

Dopo il voto sull’articolo dedicato ai fuori sede, l’esame del provvedimento prosegue con gli ordini del giorno.

Sul fronte politico, le opposizioni hanno votato contro le questioni di fiducia, mentre sull’articolo 8 hanno scelto l’astensione. Parallelamente, una rete di associazioni, costituzionalisti, giornalisti, avvocati e cittadini ha annunciato l’intenzione di presentare ricorsi una volta che la nuova legge entrerà in vigore, con l’obiettivo dichiarato di sottoporre alcuni aspetti della riforma al vaglio della Corte costituzionale.

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