Al Meeting di Comunione e Liberazione 2025, Mario Draghi ha pronunciato un discorso che è stato accolto come un vero monito alla politica europea. L’ex premier ha sottolineato come l’Unione Europea non possa più limitarsi a fare da spettatrice nello scenario globale, perché la sola dimensione economica non è sufficiente a garantirle un ruolo di peso.
L’illusione del potere economico
Draghi ha ricordato come l’UE abbia a lungo confidato nella sua ampiezza di mercato, ma i fatti degli ultimi mesi hanno dimostrato i limiti di questa convinzione. L’imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti, l’aumento delle spese militari deciso su pressione americana e la marginalità europea nei negoziati di pace sull’Ucraina hanno evidenziato una debolezza strutturale.
La sfida cinese
Parallelamente, la Cina ha rafforzato la sua influenza economica e politica, utilizzando il controllo sulle terre rare e l’eccesso produttivo della sua industria per accrescere la dipendenza europea. Draghi ha messo in guardia dall’illusione di essere considerati partner alla pari da Pechino, sottolineando la necessità di ridurre queste vulnerabilità.
Dal passato al futuro
Secondo l’ex presidente del Consiglio, l’Unione Europea è stata capace in passato di evolversi di fronte alle sfide: dalla costruzione del mercato unico fino alle risposte coordinate alla pandemia e alla guerra in Ucraina. Tuttavia, oggi è richiesto un salto ancora più ambizioso, che non si limiti alle risposte d’emergenza ma dia forma a una strategia di lungo periodo.
Riforme e integrazione
Draghi ha indicato alcune direttrici essenziali: il completamento del mercato interno, investimenti comuni nelle tecnologie strategiche, e l’utilizzo di debito condiviso per finanziare grandi progetti in difesa, energia e innovazione. Ha ribadito che frammentare gli sforzi nazionali non basta più: serve una vera integrazione per competere con le grandi potenze globali.
Un appello alla responsabilità
“Lo scetticismo verso l’Europa va trasformato in azione”, ha affermato Draghi. Per l’ex premier, il futuro dell’Unione dipenderà dalla capacità di offrire ai cittadini sicurezza, prosperità e prospettive di crescita. Solo così sarà possibile difendere i valori fondanti di pace, libertà e democrazia e riportare l’Europa al centro dello scenario internazionale.
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