Un’ora di sorvolo forzato sopra Plovdiv, in Bulgaria, a causa del blackout del segnale Gps. È quanto accaduto al charter che trasportava la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, in arrivo da Varsavia. Le autorità bulgare parlano di “interferenze sospette” attribuite alla Russia, mentre il Cremlino ha smentito ogni coinvolgimento.
L’episodio e i sospetti su Mosca
Il volo non ha mai perso la sicurezza, ma ha dovuto affidarsi ai sistemi di assistenza tradizionali da terra per completare l’atterraggio. Bruxelles ha confermato l’accaduto: “Siamo abituati a minacce e intimidazioni da parte di Mosca”, ha dichiarato la portavoce Arianna Podestà.
Secondo la Commissione, il sabotaggio avrebbe potuto colpire anche altri velivoli, ma il traffico ridotto dell’aeroporto di Plovdiv lascia pensare a un’azione mirata. Sul tema, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha negato: “Informazioni errate”.
Un fenomeno sempre più diffuso
Il disturbo dei segnali satellitari (jamming) e l’alterazione delle coordinate (spoofing) sono in aumento lungo i confini orientali dell’Unione. Solo pochi mesi fa tredici Stati membri avevano scritto a Bruxelles chiedendo misure urgenti. Episodi simili sono stati registrati nel Baltico, dove alcuni voli civili sono stati costretti a tornare indietro per l’impossibilità di atterrare.
Anche il capo di Stato Maggiore della Difesa tedesca, Carsten Breuer, ha denunciato due recenti episodi analoghi: “Sono atti di sabotaggio e spionaggio riconducibili a Russia e ad altri attori statuali”.
Reazioni e piano Ue per la sicurezza
Durante la visita in Bulgaria, von der Leyen ha incontrato il premier Rosen Zhelyazkov e visitato una fabbrica di munizioni, tra proteste di piazza guidate da movimenti filorussi. La vicenda ha aumentato l’attenzione sul fronte della sicurezza aerea e sulle minacce ibride.
Il commissario Ue alla Difesa Andrius Kubilius ha ricordato il ruolo del sistema satellitare europeo Galileo, già dotato di un servizio di autenticazione contro lo spoofing: “Aumenteremo i satelliti in orbita e il monitoraggio delle interferenze”.
Un banco di prova per l’Europa
Il caso di Plovdiv conferma la vulnerabilità delle infrastrutture critiche europee e rilancia il dibattito sulla resilienza strategica. Per l’Unione Europea, che punta a rafforzare la propria autonomia tecnologica e difensiva, la sicurezza dei cieli diventa sempre più una priorità.
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