Viterbo, due turchi arrestati con armi da guerra. Altri cinque fermati a Montefiascone: indagini in corso

Resta alta l’attenzione a Viterbo dopo l’arresto di due cittadini turchi, trovati in possesso di una pistola semiautomatica, una mitraglietta d’assalto e numerose munizioni, tutte armi cariche e pronte all’uso. L’operazione della Polizia è scattata il 3 settembre, alla vigilia della tradizionale processione della Macchina di Santa Rosa, evento che richiama migliaia di persone nel capoluogo laziale.

L’arresto alla vigilia della festa

I due uomini, di 31 e 21 anni, sono stati bloccati all’interno di un B&B di Viterbo. L’allarme era stato lanciato dagli inquirenti che, davanti alla disponibilità di armi da guerra a poche ore dall’inizio della manifestazione, avevano temuto l’ipotesi di un attentato terroristico.
Al momento, l’accusa principale resta quella di traffico e detenzione illegale di armi, mentre non sono emerse prove sufficienti a confermare un disegno terroristico. Non si esclude, invece, un collegamento con la criminalità organizzata turca. I due hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al pubblico ministero e si trovano ora nel carcere di Viterbo.

Misure di sicurezza rafforzate

La processione della Macchina di Santa Rosa si è svolta regolarmente, ma con un imponente dispositivo di sicurezza: controlli rafforzati, illuminazione straordinaria lungo il percorso e unità antiterrorismo dispiegate. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha elogiato l’intervento rapido delle forze dell’ordine, definendolo “decisivo per garantire la sicurezza di un evento simbolo della città”.

I cinque fermati a Montefiascone

Nella giornata successiva, altri cinque cittadini turchi sono stati fermati a Montefiascone, in un diverso B&B. Tutti sono stati identificati e sottoposti ad accertamenti. Secondo quanto trapela, non sarebbero emersi legami diretti con i due arrestati a Viterbo, ma le indagini proseguono per chiarire eventuali collegamenti.

Indagini in corso

Il fascicolo aperto dalla Procura di Viterbo resta al momento concentrato sull’ipotesi di traffico d’armi. Gli investigatori stanno verificando sia le rotte che hanno permesso l’ingresso delle armi in Italia, sia le possibili connessioni con reti criminali internazionali.

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