Gaza, Hamas apre al piano di Trump: si rafforza la prospettiva di pace in Medio Oriente

L’apertura di Hamas al piano di pace per Gaza proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump potrebbe rappresentare una svolta cruciale non solo per il conflitto israelo-palestinese, ma anche per l’intero equilibrio del Medio Oriente. Una mossa che potrebbe riattivare il percorso degli Accordi di Abramo e aprire la strada a nuove forme di cooperazione regionale.

Trump, che ha accolto con favore la dichiarazione del movimento palestinese, ha sottolineato sui social: “Credo che siano pronti per una pace duratura. Israele deve interrompere i bombardamenti su Gaza per permettere il rilascio sicuro degli ostaggi”.

Dalla crisi diplomatica all’accordo

Secondo una ricostruzione del New York Times, il punto di svolta è stato il bombardamento di Doha del 9 settembre, un errore del premier israeliano Benjamin Netanyahu che ha rischiato di compromettere i negoziati guidati dall’inviato Usa Witkoff. La reazione furiosa di Trump, che aveva avvisato solo all’ultimo minuto dell’attacco, ha spinto Washington a fare pressione su Tel Aviv attraverso Qatar, Arabia Saudita ed Egitto.

Alle Nazioni Unite, gli incontri ai margini dell’Assemblea generale hanno portato a un compromesso: Netanyahu ha accettato di avviare un percorso negoziale e ha rivolto una telefonata di scuse al Qatar, mentre gli Stati Uniti consolidavano il piano in 21 punti annunciato ufficialmente il 29 settembre alla Casa Bianca.

Il sì condizionato di Hamas

Alla vigilia dell’ultimatum imposto da Trump – “Accettate il piano entro le 18:00 di domenica o sarà l’inferno” – Hamas ha pubblicato una nota in cui si dice disponibile ad avviare negoziati tramite mediatori, pur mantenendo alcune riserve sul testo dell’intesa.

Le pressioni su Israele

Nelle ultime ore, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno ricevuto l’ordine di sospendere le operazioni offensive a Gaza City, in risposta alle pressioni di Washington. Restano attive invece le operazioni difensive, con bombardamenti di artiglieria registrati a Khan Younis e nel centro della Striscia.

Secondo il Times of Israel, il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha ordinato alle truppe di prepararsi alla “prima fase del piano Trump per liberare gli ostaggi”, senza però fornire dettagli operativi.

Un’occasione fragile

L’apertura di Hamas e la pressione americana segnano un passo importante, ma la prospettiva di una stabilizzazione duratura resta fragile. Molto dipenderà dall’attuazione concreta del piano, dal rilascio degli ostaggi e dalla capacità di conciliare le richieste palestinesi con le esigenze di sicurezza israeliane.

Trump, intanto, appare convinto che questa sia la migliore occasione in anni per costruire una “pace duratura in Medio Oriente”.

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