Trump attacca Putin: “Pensi alla pace, non ai supermissili”. Il Cremlino replica: “Difendiamo i nostri interessi”

Tensione ai massimi tra Washington e Mosca

Le tensioni tra Stati Uniti e Russia tornano ad accendersi dopo l’ultimo test missilistico condotto da Mosca.
Il presidente americano Donald Trump ha duramente criticato Vladimir Putin, invitandolo a “pensare alla pace e non ai supermissili”, dopo che il Cremlino ha annunciato di aver testato con successo il Burevestnik, un missile da crociera a propulsione nucleare capace — secondo i russi — di eludere qualsiasi sistema di difesa.

Parole che hanno avuto l’effetto di un detonatore politico: Washington parla di provocazione, Mosca risponde di “difesa degli interessi nazionali”.

Trump: “Una guerra che doveva durare una settimana è al quarto anno”

Durante il suo viaggio in Asia, parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, Trump ha definito il test russo “inappropriato” e ha rilanciato un monito diretto a Putin:

“Dovrebbe far finire la guerra, una guerra che sarebbe dovuta durare una settimana ed è ormai al quarto anno. È questo che dovrebbe fare, invece di testare missili.”

L’ex presidente ha poi ricordato la potenza dell’arsenale americano, sottolineando:

“Sanno che abbiamo un sottomarino nucleare, il più grande del mondo, proprio al largo delle loro coste.”

Un messaggio chiaro, che conferma la volontà della Casa Bianca di mantenere alta la pressione strategica su Mosca.

Il Cremlino risponde: “Agiamo secondo i nostri interessi”

La reazione russa non si è fatta attendere. Il portavoce Dmitri Peskov ha dichiarato che “la Russia e il suo presidente agiscono guidati dai propri interessi nazionali”, accusando Washington di condurre “azioni ostili” che complicano il dialogo bilaterale.
“Così è stato, così è ora e così sarà anche in futuro”, ha aggiunto Peskov, segnando ancora una volta la distanza fra i due leader.

Nello stesso giorno, Putin ha firmato la ratifica del trattato di cooperazione strategica con il Venezuela, consolidando l’asse con il governo di Caracas. Parallelamente, ha cancellato definitivamente un vecchio accordo con gli Stati Uniti sul riciclaggio del plutonio militare, sospeso dal 2016.

Orbán difende Putin, l’Europa si divide

A gettare benzina sul fuoco è arrivato anche il premier ungherese Viktor Orbán, che da Roma ha criticato l’amico Trump:

“Donald sbaglia su Putin. Andrò da lui per convincerlo a togliere le sanzioni alla Russia.”

Secondo il leader ungherese, “l’Unione Europea non conta nulla” nella crisi ucraina, avendo delegato a Stati Uniti e Russia la gestione della guerra. “L’Europa è totalmente fuori dai giochi”, ha concluso.

Un punto di vista isolato nel panorama europeo, dove la maggioranza dei governi sostiene invece la linea atlantica di pressione diplomatica e militare su Mosca.

Zelensky: “Un piano di pace in dieci giorni”

Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato in un’intervista ad Axios di confidare in un nuovo piano di pace, elaborato dal premier britannico Keir Starmer, che dovrebbe essere presentato ai leader della coalizione dei Volenterosi “entro dieci giorni”.
Il modello, ha spiegato, è simile a quello promosso da Trump per Gaza: una proposta multilaterale per favorire il cessate il fuoco e la mediazione internazionale.

Zelensky resta tuttavia prudente: “Non so se Putin accetterà mai davvero un compromesso. Le sanzioni non bastano, servono armi a lungo raggio.”

Da Mosca la risposta è arrivata per bocca del vice ministro degli Esteri Mikhail Galuzin, che ha bollato l’iniziativa europea come “irresponsabile e priva di futuro”.

Verso un nuovo confronto globale

Trump, sempre più frustrato da Putin, potrebbe cercare il sostegno del presidente cinese Xi Jinping nel bilaterale di giovedì. Ma la Cina, saldamente legata alla Russia da interessi economici e strategici, non sembra intenzionata a mettere in discussione l’alleanza con Mosca.

Mentre la diplomazia si muove su più fronti, l’escalation verbale tra le potenze riporta lo scenario internazionale a un clima da nuova Guerra Fredda, con il rischio di allontanare ancora la possibilità di una pace duratura in Ucraina.

About The Author

Condividi l'articolo sui tuoi social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *