Guerra in Ucraina, Mosca rilancia: «Trump ha ragione, Kiev frena la pace». Putin critica l’Europa e l’Italia

Nuove tensioni diplomatiche e militari segnano la giornata del conflitto tra Ucraina e Russia, mentre Mosca torna a puntare il dito contro Kiev e contro l’Europa. Il Cremlino ha infatti sposato le recenti dichiarazioni di Donald Trump, sostenendo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rappresenterebbe un ostacolo al raggiungimento di un accordo di pace.

Secondo le autorità russe, la linea adottata da Kiev e il sostegno militare occidentale impedirebbero qualsiasi reale apertura negoziale. Una posizione ribadita anche dal presidente Vladimir Putin, che nel corso di un intervento pubblico ha sottolineato come i rapporti tra la Russia e i Paesi europei, inclusa l’Italia, siano «lontani dall’essere soddisfacenti». Un giudizio che riflette il clima di crescente distanza politica e strategica tra Mosca e l’Unione europea.

Sul fronte militare, Kiev ha denunciato un nuovo attacco russo nel Mar Nero. Secondo le autorità ucraine, un missile avrebbe colpito una nave mercantile battente bandiera maltese, alimentando le preoccupazioni sulla sicurezza delle rotte commerciali nella regione. L’episodio si inserisce in una fase di rinnovata pressione russa sulle infrastrutture e sui traffici marittimi, considerati cruciali per l’economia ucraina.

Intanto, dall’Europa arrivano segnali di allarme. Il presidente francese Emmanuel Macron ha avvertito che il continente si trova «a portata di tiro della Russia», invitando i Paesi europei a rafforzare le proprie capacità di difesa. Un messaggio che si inserisce nel dibattito sul riarmo e sull’autonomia strategica dell’Unione, in un contesto di crescente incertezza internazionale.

La giornata conferma dunque un quadro segnato da contrapposizioni sempre più nette: da un lato Mosca che rilancia la narrazione della pace bloccata da Kiev e dall’Occidente, dall’altro l’Ucraina e i suoi alleati che denunciano nuovi attacchi e invocano maggiore sostegno militare. In assenza di segnali concreti di dialogo, il conflitto continua a produrre effetti destabilizzanti non solo sul terreno, ma anche sugli equilibri politici e diplomatici europei.

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