Presentazione a Venezia de “Il ritorno dell’Occidente”: Marco Mestriner al Ristorante Colombo tra cultura, identità e riflessioni civili

Nel cuore di Venezia, a pochi passi dal Teatro Goldoni, dove il teatro non è solo spettacolo ma parte integrante della vita quotidiana, il Ristorante Colombo si afferma come un luogo sospeso nel tempo. Non è soltanto un ristorante storico, ma un crocevia di storie, pensieri e umanità. Tra i suoi tavoli sono passati artisti e poeti, politici e uomini d’affari, viaggiatori di ritorno e soprattutto veneziani doc, quelli che riconoscono l’autenticità senza bisogno di proclami, come il Maestro Giorgio Bortoli. Qui Venezia non si mette in scena: vive.

La vicinanza con il Teatro Goldoni è parte integrante della sua identità. Il Colombo è da sempre un naturale prolungamento del palcoscenico, un rifugio discreto dove gli attori si ritrovano dopo il calare del sipario e dove il dialogo continua, più intimo e reale. Chi scrive lo sa bene: più volte si è seduto a uno di quei tavoli aspettando un vecchio amore che allora, come oggi, faceva l’attrice. Dopo lo spettacolo arrivava, ancora intrisa di voce e personaggio, e la cena diventava un secondo atto, fatto di silenzi complici e parole necessarie. Anche queste storie private, mai ostentate, fanno parte della memoria del Colombo.

È in questo contesto carico di vissuto che si è svolta la presentazione dell’ultimo libro di Marco Mestriner, Il ritorno dell’Occidente. La riscoperta dell’identità e il declino del woke, un’opera che interroga il nostro tempo con lucidità e profondità. La scelta del luogo non è stata casuale: il Ristorante Colombo si è rivelato parte integrante del racconto, uno spazio capace di accogliere e amplificare le riflessioni dell’autore.

In Il ritorno dell’Occidente, Mestriner propone un’analisi chiara e articolata della crisi culturale e identitaria del mondo occidentale. Non un saggio ideologico, ma un percorso critico che attraversa storia, politica e cultura, evidenziando il declino delle posizioni woke e il bisogno di riscoprire valori fondanti e radici condivise. Il libro invita il lettore a riflettere sul ruolo dell’identità, della memoria e della responsabilità collettiva in un presente sempre più frammentato e volatile.

Durante la presentazione, l’autore ha dialogato con il pubblico in modo diretto e partecipativo, alternando riflessioni teoriche a passaggi di forte impatto umano. Le sue parole hanno trovato ascolto in una sala attenta e coinvolta, dove il confronto ha prevalso sulla celebrazione. Il libro si è rivelato così non solo un’opera da presentare, ma uno strumento di pensiero condiviso.

Alla serata erano presenti il neo consigliere regionale Matteo Baldan, la consigliera comunale Silvia Peruzzo Meggetto, Presidente della IX Commissione consiliare del Comune di Venezia, e l’avvocato Paolo Dalla Vecchia, fine intellettuale, amante dell’arte e figura di spicco della vita culturale veneziana, noto anche per il suo impegno civile e amministrativo a favore della città. La loro presenza ha sottolineato il valore trasversale dell’incontro, capace di unire riflessione culturale, impegno civico e attenzione al tessuto umano della città.

Il pubblico, composto da lettori, amici, intellettuali e appassionati, ha contribuito a creare un’atmosfera raccolta e autentica, lontana dalle ritualità delle presentazioni convenzionali. Il tempo sembrava rallentare, sostenuto dalla convivialità e dal calore di un luogo che, a pochi passi dal Teatro Goldoni, continua a essere punto di incontro e di pensiero.

La serata si è conclusa senza fretta, come dopo uno spettacolo riuscito. Fuori, Venezia proseguiva il suo dialogo silenzioso con l’acqua; dentro, restava la consapevolezza di aver condiviso un momento vero. La presentazione di Il ritorno dell’Occidente. La riscoperta dell’identità e il declino del woke di Marco Mestriner al Ristorante Colombo non è stata soltanto un evento culturale, ma un gesto profondamente veneziano: un incontro tra parole, idee e vite vissute, capace di lasciare traccia.

Mattia Carlin

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