Paolo Atzeni: “Servono più specialisti, il mercato ha un disperato bisogno di esperti in cybersicurezza”

La carenza di competenze specialistiche rappresenta una delle principali vulnerabilità del sistema di difesa cibernetica nazionale. È questo il messaggio lanciato da Paolo Atzeni, coordinatore scientifico per la formazione e la consapevolezza dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, intervenuto alla Camera dei Deputati nel corso della conferenza stampa “L’Intelligenza Artificiale come Arma: l’identikit della nuova minaccia digitale”, promossa su iniziativa dell’on. Alessandro Giglio Vigna e organizzata dall’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori.

Nel suo intervento, Atzeni ha sottolineato come il mondo della ricerca italiana disponga di competenze ed esperienze di alto livello, che però devono essere trasferite in modo più efficace nei percorsi di formazione. «Una delle priorità – ha spiegato – è investire sulla crescita quantitativa della formazione specialistica, perché oggi il numero di laureati nelle discipline più specifiche è ancora troppo basso».

Pur riconoscendo l’importanza di un approccio interdisciplinare, Atzeni ha evidenziato come il vero nodo critico resti la scarsità di profili altamente qualificati. Una carenza che si riflette direttamente sul mercato del lavoro: «Le aziende hanno enormi difficoltà a trovare persone con competenze adeguate», ha affermato.

Un segnale chiaro arriva proprio dall’esperienza universitaria. Atzeni insegna in un ateneo che punta a rafforzare il legame tra formazione e impresa fin dalle prime fasi del percorso accademico. «Quasi tutti gli studenti della laurea triennale svolgono un tirocinio in azienda e spesso vengono assunti prima ancora di terminare gli studi», ha raccontato. Un fenomeno che, se da un lato può avere effetti negativi sulla completezza della formazione, dall’altro dimostra quanto il fabbisogno di esperti sia ormai urgente.

Il tema della formazione è stato richiamato anche da Gabriele Ferrieri, presidente di ANGI e moderatore dell’evento, che ha ribadito la necessità di costruire una filiera solida tra istituzioni, università e mondo produttivo per affrontare le nuove minacce digitali, sempre più potenziate dall’intelligenza artificiale.

L’intervento di Atzeni si inserisce così nel quadro più ampio emerso durante la conferenza: la crescita esponenziale degli attacchi cyber AI-driven rende indispensabile non solo l’adozione di strumenti tecnologici avanzati, ma anche un investimento strutturale sul capitale umano, senza il quale la sicurezza cibernetica rischia di restare un obiettivo irraggiungibile.

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