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Alla Lumsa nasce il Master “D-ESG e Responsabile d’Impatto”: sostenibilità e digitale per le imprese del futuro

Roma – La sostenibilità come leva strategica per la crescita delle imprese e il digitale come strumento indispensabile per misurarne l’impatto. È questo il cuore del nuovo Master universitario di II livello “D-ESG e Responsabile d’Impatto”, inaugurato il 4 marzo 2026 presso l’Università Lumsa di Roma, nella sede di via di Porta Castello. 

L’iniziativa, promossa dalla Lumsa insieme a partner del mondo accademico e aziendale, punta a formare nuove figure professionali capaci di integrare sostenibilità, innovazione digitale e intelligenza artificiale nei processi decisionali delle imprese. 

Secondo Giovanni Ferri, docente di Economia e Gestione Aziendale e direttore del Master, il percorso rappresenta una risposta concreta alle nuove esigenze del mercato del lavoro.

«Il master che abbiamo presentato oggi può rappresentare una chiave di volta sia per molti giovani sia per professionisti che già lavorano nelle aziende», spiega Ferri. «Oggi, per costruire valore di lungo periodo e un valore autentico, è necessario che questo sia sostenibile».

Il concetto di sostenibilità, sottolinea il professore, non può più essere considerato solo come un principio astratto o un obiettivo etico. Deve invece essere misurato e valutato, attraverso strumenti capaci di quantificare l’impatto delle scelte aziendali.

«La sostenibilità deve essere misurata, perché solo così si può comprendere davvero l’impatto delle attività economiche», aggiunge Ferri. «E allo stesso tempo sostenibilità fa rima con digitalità: senza il digitale non può esistere una vera sostenibilità».

Proprio per questo il master integra nel proprio percorso formativo competenze ESG, tecnologie digitali e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di formare professionisti capaci di guidare la trasformazione delle imprese verso modelli più efficienti e responsabili.

Il messaggio è chiaro: l’adozione di strategie sostenibili non deve essere vista come un gesto di beneficenza o un semplice obbligo normativo, ma come un investimento strategico per il futuro delle aziende.

«Le imprese hanno bisogno di queste competenze non per fare beneficenza, ma per diventare più profittevoli ed efficienti», conclude Ferri. «Avere all’interno dell’azienda professionisti formati su questi temi sarà, da domani, un vero asset strategico».

L’evento inaugurale ha riunito rappresentanti del mondo istituzionale, imprenditoriale e accademico, confermando il crescente interesse verso modelli economici capaci di coniugare innovazione, responsabilità e creazione di valore nel lungo periodo. 

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