Cybersicurezza e compliance: la visione di Emanuele Castagno (RINA) tra governance e nuove normative

Roma – In uno scenario globale segnato da tensioni geopolitiche, innovazione tecnologica e crescente complessità normativa, la cybersicurezza si afferma sempre più come un terreno strategico che richiede visione e coordinamento. È quanto emerso dalla VI edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit, dove tra gli interventi di rilievo si distingue quello di Emanuele Castagno, Certification Executive Vice President di RINA.

L’evento, che ha riunito oltre 500 partecipanti tra istituzioni, imprese e mondo accademico, ha ribadito la centralità della sicurezza digitale come fattore abilitante per la competitività del sistema Paese . In questo contesto, il contributo di Castagno si concentra su un elemento chiave: la governance.

«Viviamo tempi estremamente dinamici, in cui si incrociano aspetti geopolitici, normativi e l’evoluzione dell’intelligenza artificiale», ha spiegato, sottolineando la necessità di un approccio integrato alla gestione della cybersicurezza. Una complessità che impone alle aziende di dotarsi non solo di strumenti tecnologici avanzati, ma anche di modelli organizzativi e decisionali adeguati.

È proprio qui che si inserisce il ruolo di RINA, ente di certificazione impegnato a supportare le imprese in una fase di forte pressione regolatoria. «Ci troviamo in un momento estremamente complesso, in cui la normativa è particolarmente stringente», ha evidenziato Castagno, facendo riferimento a un quadro europeo in continua evoluzione.

Tra le principali sfide, l’adeguamento a regolamenti come la direttiva NIS2 e i nuovi atti europei in materia di cybersicurezza e resilienza digitale. Normative che, secondo Castagno, non devono essere percepite come un peso: «Devono rappresentare un’opportunità per migliorarsi, crescere ed essere più competitivi».

Un cambio di prospettiva che appare sempre più necessario in un contesto internazionale fluido, dove la capacità di adattamento diventa un fattore distintivo. La compliance, dunque, non più solo obbligo, ma leva strategica per rafforzare la solidità delle organizzazioni e la loro capacità di affrontare rischi emergenti.

«Siamo pronti a supportare le aziende in questo scenario estremamente mutevole», ha concluso Castagno, ribadendo l’impegno di RINA nell’accompagnare le imprese lungo il percorso di adeguamento e innovazione.

Il Summit si chiude così con una visione condivisa: la cybersicurezza non è solo una questione tecnologica, ma un ecosistema complesso che richiede governance, competenze e collaborazione. E in questo percorso, il ruolo degli enti di certificazione si conferma sempre più centrale nel tradurre le normative in valore concreto per le aziende .

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