Roma – La cybersicurezza passa anche dalla sovranità tecnologica. È questo il punto centrale dell’intervento di Antonio Capobianco, Amministratore Delegato di Fata Informatica, alla VI edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit.
L’evento, che ha riunito oltre 500 partecipanti tra istituzioni, imprese e mondo accademico, ha confermato la crescente attenzione verso i temi della sicurezza digitale e della difesa cibernetica .
Capobianco ha portato l’esperienza di Fata Informatica, azienda italiana con oltre 30 anni di attività, evidenziando il contributo concreto nel settore della difesa. «Abbiamo sviluppato un sistema di monitoraggio che oggi opera in maniera capillare all’interno della Difesa», ha spiegato, sottolineando come il progetto sia nato da una collaborazione diretta con le istituzioni.
Un elemento distintivo di questa soluzione è la sua autonomia tecnologica. «Si tratta di un sistema completamente non dipendente dalla supply chain statunitense», ha precisato, mettendo in evidenza un tema emerso con forza durante il Summit: la dipendenza tecnologica dall’estero.
Secondo l’AD di Fata Informatica, questa dipendenza rappresenta un fattore di rischio significativo. Gli attacchi informatici, infatti, colpiscono sempre più spesso la supply chain, sfruttando vulnerabilità presenti in software sviluppati fuori dai confini nazionali. «Anche un piccolo componente può diventare un punto critico», ha osservato, con potenziali ripercussioni sulla sicurezza delle infrastrutture strategiche.
Da qui la necessità di sviluppare soluzioni interne e rafforzare l’ecosistema nazionale. L’indipendenza tecnologica diventa quindi non solo un obiettivo industriale, ma una condizione essenziale per garantire la sicurezza del Paese.
Il contributo di Capobianco si inserisce in un dibattito più ampio che ha attraversato l’intero Summit: costruire una cyber defence efficace significa ridurre le vulnerabilità sistemiche e investire in tecnologie proprietarie, capaci di rispondere alle esigenze specifiche del contesto italiano.
Dal confronto emerge una consapevolezza condivisa: la cybersicurezza non può prescindere dalla capacità di controllare le proprie infrastrutture e le proprie tecnologie. E in questo percorso, realtà come Fata Informatica rappresentano un tassello fondamentale per rafforzare la resilienza e l’autonomia strategica del sistema Paese .
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