Non è ancora chiusa la partita tra Commissione europea e Italia sul fronte dei conti pubblici. L’uscita anticipata dalla procedura per deficit eccessivo resta possibile, ma al momento appare in salita.
I numeri che pesano
Secondo i dati trasmessi a Eurostat, il rapporto deficit/Pil italiano per il 2025 si attesterebbe al 3,1%, quindi sopra la soglia del 3% prevista dal Patto di stabilità. Un valore che, allo stato attuale, non consentirebbe di chiudere la procedura prima del 2027.
Il passaggio decisivo di giugno
La valutazione ufficiale arriverà il 3 giugno, quando Bruxelles presenterà il cosiddetto “pacchetto di primavera”. A chiarirlo è stato il portavoce della Commissione, Balazs Ujvari, durante il briefing con la stampa.
La posizione è prudente: la Commissione analizzerà i dati forniti dalle autorità italiane e su quella base formulerà il proprio giudizio.
Uno spiraglio per l’autunno
Non tutto è però definito. Bruxelles lascia aperta una finestra:
- se i dati dovessero essere rivisti;
- se emergessero nuovi elementi nei prossimi mesi;
la valutazione potrebbe cambiare.
Un secondo momento chiave sarà infatti il “pacchetto d’autunno”, quando la Commissione potrà rivalutare la situazione economica.
Il contesto europeo
Le dichiarazioni arrivano dopo alcune aperture del commissario all’Economia Valdis Dombrovskis, che aveva lasciato intendere la possibilità di un’uscita anticipata, a determinate condizioni.
Una partita ancora aperta
In sintesi, il quadro resta fluido:
- a giugno il primo verdetto;
- in autunno un’eventuale seconda chance;
Molto dipenderà dall’andamento dei conti pubblici e da eventuali revisioni dei dati.
Per l’Italia, la sfida è chiara: riportare il deficit sotto la soglia europea e convincere Bruxelles della sostenibilità del percorso di rientro.
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