Il Venezuela continua a fare i conti con le conseguenze del violento terremoto che ha colpito il Paese mercoledì scorso. Mentre i soccorritori scavano senza sosta tra le macerie, il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi: secondo i dati ufficiali, i morti sono almeno 1.430, tra cui quattro cittadini italo-venezuelani, mentre i feriti hanno superato quota 3.400. Restano inoltre oltre 50mila persone disperse.
A Caracas, dove le scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 sono state avvertite con forza, migliaia di residenti trascorrono ancora la notte all’aperto per il timore di nuovi crolli. Le immagini mostrano strade e piazze trasformate in accampamenti improvvisati, mentre cresce la preoccupazione per la stabilità degli edifici più alti della capitale.
Trovata senza vita una donna di origine italiana
Tra le ultime vittime identificate figura Francesca Mannina, cittadina di origini siciliane che risultava dispersa dopo il sisma. Il suo corpo è stato recuperato tra le macerie di un complesso residenziale nella città costiera di La Guaira, una delle aree maggiormente devastate dal terremoto.
Le operazioni di ricerca proseguono senza interruzioni, ma con il passare delle ore diminuiscono le speranze di ritrovare superstiti.
Ospedali al collasso
L’emergenza sanitaria si fa sempre più critica.
Le strutture ospedaliere di Caracas stanno affrontando un afflusso continuo di feriti provenienti sia dalla capitale sia dalle località costiere maggiormente colpite. Reparti e corridoi risultano affollati di pazienti, mentre centinaia di familiari attendono notizie dei propri cari consultando gli elenchi dei ricoverati diffusi dalle autorità.
Arrivano gli aiuti internazionali
Nel Paese continuano ad arrivare squadre di soccorso provenienti dall’estero.
Tra queste anche la missione italiana della Protezione Civile, composta da circa cento operatori tra vigili del fuoco e personale sanitario specializzato nella gestione delle grandi emergenze.
Nelle stesse ore sono giunti anche i soccorritori statunitensi, inviati per supportare le operazioni di ricerca e assistenza alla popolazione.
Il governo guidato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez ha ribadito di essere in costante contatto con le autorità internazionali per coordinare gli interventi umanitari.
Le prime 72 ore decisive
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le prime 72 ore dopo un terremoto rappresentano il periodo più importante per individuare eventuali superstiti rimasti intrappolati sotto gli edifici crollati.
Tuttavia, a oltre due giorni dal sisma, diverse aree del Paese non sono ancora state raggiunte dai soccorritori, alimentando il malcontento della popolazione.
Cresce la tensione tra i cittadini
Nei quartieri più colpiti migliaia di volontari si sono mobilitati spontaneamente per prestare i primi soccorsi e distribuire beni di prima necessità.
Con l’arrivo dei mezzi pesanti, però, in alcune zone le autorità hanno limitato l’accesso ai civili per consentire alle squadre specializzate di operare in sicurezza.
Particolarmente rigide le restrizioni nella regione di La Guaira, dove è stato istituito un accesso controllato consentito soltanto ai soccorritori e al personale autorizzato attraverso specifici lasciapassare.
L’obiettivo è evitare congestionamenti nelle aree operative e permettere il lavoro delle centinaia di squadre di emergenza impegnate nella ricerca dei dispersi.
Mentre il numero delle vittime continua a crescere, il Venezuela affronta una delle peggiori tragedie naturali della sua storia recente, con migliaia di persone ancora in attesa di notizie dei propri familiari e intere comunità devastate dalla forza del terremoto.
About The Author
You may also like
-
Guerra Ucraina-Russia, maxi attacco di droni su Mosca: un morto. Cresce la tensione in Europa
-
Trump annuncia la “Super Intelligence Force”: una task force federale dedicata all’intelligenza artificiale
-
Il Decennale del Premio Letterario Marco Polo Venezia: L’Arte della Traduzione come Ponte di Diplomazia Culturale tra Italia e Francia
-
CyberShield AI Italia, Criscuolo (NATO): «Le minacce ibride restano sotto la soglia dell’attacco, ma possono avere effetti strategici»
-
Gaetano Cortese incontra Giulio Terzi: al Senato il volume sulla Villa Paulucci di Calboli a Berna
