Mattarella: «Recuperare un giovane dalla droga significa restituire un futuro al Paese»

Il contrasto alle dipendenze non può essere affidato soltanto alle istituzioni, ma richiede un impegno condiviso dell’intera società. È il messaggio lanciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto al Quirinale in occasione della Giornata mondiale contro le droghe, alla presenza di rappresentanti delle comunità terapeutiche, del mondo della ricerca, delle istituzioni e delle famiglie.

Nel suo discorso, il Capo dello Stato ha ribadito che il recupero delle persone vittime della droga rappresenta un patrimonio per l’intero Paese, ringraziando chi ogni giorno opera nelle comunità, nei servizi sanitari e nel volontariato.

«Anche il recupero di una sola persona è un successo straordinario»

«Anche solo il recupero di una persona, per il valore incommensurabile che ha ciascuna persona, è un successo straordinario e inestimabile», ha affermato Mattarella.

Il Presidente ha quindi sottolineato come il ritorno alla vita e al futuro di tanti giovani, reso possibile grazie al lavoro di comunità terapeutiche, operatori e volontari, rappresenti «un patrimonio che arricchisce il nostro Paese».

«I giovani sono il patrimonio più prezioso»

Nel suo intervento Mattarella ha ricordato che il bene più importante di cui dispone l’Italia è rappresentato dalle nuove generazioni.

«Il patrimonio principale del nostro Paese è costituito dai bambini, dai ragazzi e dai giovani. Prendersene cura, offrire loro prospettive e proteggerli dai pericoli della droga è un fronte decisivo», ha dichiarato, evidenziando come il fenomeno delle dipendenze richieda «uno sforzo corale» che coinvolga istituzioni, realtà private, ricerca scientifica e società civile.

La persona al centro del percorso di recupero

Il Capo dello Stato ha poi evidenziato l’importanza di affrontare il tema delle dipendenze mettendo al centro la persona nella sua interezza.

Secondo Mattarella, ogni percorso di recupero deve considerare non soltanto gli aspetti sanitari, ma anche quelli psicologici, familiari e sociali, perché «non vi è nulla che si possa fare se non si affronta la persona nella sua integralità».

Un ringraziamento è stato rivolto anche alle famiglie che accompagnano, spesso con grande sofferenza, il percorso di rinascita dei propri figli e ai professionisti impegnati quotidianamente nell’assistenza e nella prevenzione.

L’omaggio alle comunità terapeutiche

Nel corso della cerimonia il Presidente della Repubblica ha espresso riconoscenza verso le comunità terapeutiche, i volontari, gli operatori sanitari e i ricercatori che lavorano ogni giorno per offrire una seconda possibilità a chi affronta una dipendenza.

Per Mattarella, ogni giovane che riesce a uscire dalla droga non rappresenta soltanto una storia personale di rinascita, ma una risorsa restituita all’intera collettività, motivo per cui la lotta alle dipendenze deve continuare a essere una priorità nazionale.

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