OpenAI entra ufficialmente nel mercato dei semiconduttori per l’intelligenza artificiale. L’azienda guidata da Sam Altman ha presentato Jalapeño, il suo primo processore proprietario sviluppato insieme a Broadcom, segnando un passo strategico verso una maggiore autonomia nell’infrastruttura che alimenta modelli come ChatGPT.
Il nuovo chip è stato progettato specificamente per l’inferenza, cioè la fase in cui i modelli di intelligenza artificiale elaborano le richieste degli utenti e generano risposte. Diversamente dai processori dedicati all’addestramento delle reti neurali, Jalapeño punta a rendere più rapide, efficienti ed economiche le operazioni quotidiane dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM).
Un chip sviluppato con Broadcom
Il processore nasce dalla collaborazione tra OpenAI e Broadcom, annunciata nel 2025 con l’obiettivo di realizzare una piattaforma hardware di nuova generazione dedicata all’intelligenza artificiale. Secondo OpenAI, Jalapeño è il primo “Intelligence Processor” della società e rappresenta soltanto l’inizio di una famiglia di acceleratori destinati ai futuri modelli AI.
L’azienda afferma che il chip è stato sviluppato in appena nove mesi grazie anche al supporto degli stessi strumenti di intelligenza artificiale di OpenAI, accelerando sensibilmente i tempi di progettazione rispetto agli standard del settore.
Più indipendenza da Nvidia
Con Jalapeño, OpenAI punta a ridurre la propria dipendenza dai processori grafici di Nvidia, oggi leader assoluta nel mercato dell’hardware per l’intelligenza artificiale.
L’obiettivo non è abbandonare completamente Nvidia, ma affiancare ai tradizionali GPU un processore progettato su misura per le esigenze dei propri modelli, migliorando l’efficienza energetica e riducendo i costi operativi dei grandi data center. OpenAI continuerà comunque a utilizzare anche hardware Nvidia e AMD nelle proprie infrastrutture.
Prestazioni elevate e consumi ridotti
Secondo i primi test interni, ancora in fase di validazione, Jalapeño garantirebbe un rapporto prestazioni per wattsuperiore rispetto agli attuali acceleratori di ultima generazione, un elemento fondamentale considerando la crescente domanda di potenza di calcolo richiesta dai modelli di IA.
Il processore è stato progettato per supportare sia gli attuali modelli linguistici sia le future generazioni di sistemi di intelligenza artificiale sviluppati da OpenAI.
Distribuzione entro la fine del 2026
L’azienda prevede di avviare l’impiego del nuovo chip nei propri data center entro la fine del 2026. Jalapeño sarà il primo tassello di una piattaforma hardware destinata ad evolversi nei prossimi anni attraverso nuove generazioni di processori sviluppati insieme a Broadcom.
Con questa mossa OpenAI segue una strategia già adottata da altri colossi tecnologici come Google, Amazon, Microsoft e Meta, sempre più orientati verso lo sviluppo di chip proprietari per controllare direttamente l’intera infrastruttura dell’intelligenza artificiale e ridurre la dipendenza dai fornitori esterni.
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