Si inasprisce il confronto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci. Dopo le critiche rivolte dalla premier nei confronti del movimento, accusato di non aver sostenuto il governo nei voti di fiducia in Parlamento, arriva la replica del generale, che respinge le accuse e rilancia chiedendo maggiore apertura al dialogo all’interno del centrodestra.
In un’intervista all’Adnkronos, Vannacci ha sostenuto che il rapporto tra alleati non possa basarsi esclusivamente sulla richiesta di sostegno parlamentare.
«Le alleanze si fanno in due»
«Le alleanze si fanno in due», afferma Vannacci, secondo cui non è possibile chiedere fiducia senza prendere in considerazione le proposte avanzate dalle forze politiche della coalizione.
«Non si può chiedere lealtà e poi ignorare chi porta suggerimenti, proposte o emendamenti con l’obiettivo di riportare coerenza nel centrodestra», ha dichiarato il leader di Futuro Nazionale.
Secondo Vannacci, chi intende costruire un progetto politico condiviso deve essere disposto ad ascoltare il confronto, mentre «chi vuole comandare da solo finisce per accusare gli altri di voler distruggere».
«La lealtà va dimostrata agli italiani»
Rispondendo alle critiche sul mancato sostegno al governo nei voti di fiducia, Vannacci ribadisce che il suo movimento non ritiene di dover dimostrare fedeltà alla maggioranza.
«Non siamo noi a dover dimostrare lealtà al governo, ma il governo deve dimostrare lealtà agli italiani», sostiene.
Il generale aggiunge inoltre che, qualora la presidente del Consiglio volesse un confronto diretto, «conosce il mio numero di telefono», invitandola ad aprire un dialogo senza ricorrere a dichiarazioni pubbliche.
Le promesse del centrodestra
Nel corso dell’intervista, Vannacci richiama alcuni dei principali temi che avevano caratterizzato il programma del centrodestra, dal blocco navale alla riduzione delle accise, passando per la riforma della legge elettorale e le posizioni sulla sovranità nazionale.
Secondo il leader di Futuro Nazionale, molti di quegli impegni non avrebbero trovato piena attuazione durante l’azione di governo.
«Futuro Nazionale non nasce per demolire il centrodestra, ma perché milioni di italiani non si riconoscono più in una destra che promette battaglia e poi, secondo noi, finisce per adeguarsi alle decisioni di Bruxelles», afferma.
Il nodo della legge elettorale
Tra i temi affrontati anche la riforma della legge elettorale, attualmente al centro del confronto nella maggioranza.
Vannacci torna a chiedere l’introduzione di un sistema che garantisca preferenze dirette agli elettori, criticando l’ipotesi di mantenere liste con candidati bloccati.
L’appello è rivolto direttamente alla presidente del Consiglio, invitata a sostenere una riforma che rafforzi il ruolo degli elettori nella scelta dei parlamentari.
Le dichiarazioni arrivano nel giorno in cui la maggioranza è impegnata in un vertice dedicato proprio alla definizione del nuovo sistema elettorale, tema destinato a restare centrale nel dibattito politico delle prossime settimane.
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