Le attività legate alle criptovalute hanno rappresentato una delle principali fonti di reddito del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel 2025. A rivelarlo è una dichiarazione patrimoniale federale resa pubblica negli Stati Uniti, dalla quale emerge che il tycoon avrebbe incassato circa 1,2 miliardi di dollari grazie agli investimenti nel settore delle valute digitali.
Oltre un miliardo dalle attività crypto
Secondo il documento, più di 500 milioni di dollari derivano da World Liberty Financial, società attiva nel mercato delle criptovalute che commercializza, tra gli altri prodotti, i cosiddetti governance token, strumenti che consentono ai possessori di partecipare alle decisioni sulla gestione dei progetti blockchain.
A questi si aggiungono oltre 600 milioni di dollari generati da CIC Digital LLC, società collegata alla vendita delle meme coin dedicate a Donald Trump, criptovalute nate sull’onda della popolarità del presidente e del crescente interesse degli investitori per questo segmento del mercato.
Le criptovalute hanno perso valore dopo il lancio
Nonostante gli ingenti ricavi ottenuti, entrambe le tipologie di asset digitali hanno registrato un significativo calo di valore dopo il loro debutto sul mercato.
Una dinamica che conferma l’elevata volatilità che caratterizza il comparto delle criptovalute, in particolare quello delle meme coin, spesso influenzato più dalla notorietà del personaggio a cui sono associate che da reali fondamentali economici.
Crescono anche gli investimenti immobiliari
La dichiarazione patrimoniale evidenzia inoltre una significativa espansione del business immobiliare riconducibile al presidente americano.
Tra i nuovi progetti figurano investimenti negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, Qatar, Romania e Vietnam, oltre all’incremento dei ricavi prodotti dal resort di Mar-a-Lago, in Florida, storica residenza di Trump.
Patrimonio stimato in sei miliardi di dollari
Secondo le stime pubblicate da Forbes, il patrimonio netto di Donald Trump avrebbe raggiunto i 6 miliardi di dollari, in netto aumento rispetto ai circa 2,3 miliardi stimati nel 2024.
L’incremento sarebbe stato favorito sia dalla crescita delle attività immobiliari sia dall’espansione delle iniziative legate al settore delle criptovalute.
Il dibattito sui possibili conflitti d’interesse
La pubblicazione della dichiarazione patrimoniale ha riacceso il confronto politico negli Stati Uniti sui possibili conflitti d’interesse.
L’espansione delle attività crypto del presidente coincide infatti con la scelta della sua amministrazione di adottare una politica più favorevole allo sviluppo del settore delle criptovalute, segnando un cambio di rotta rispetto all’approccio più restrittivo adottato dalla precedente amministrazione guidata da Joe Biden.
Una coincidenza che continua ad alimentare il dibattito tra osservatori, analisti e opposizione sull’opportunità che il presidente mantenga interessi economici diretti in un comparto interessato dalle decisioni del governo federale.
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