L’ondata di caldo che sta interessando l’Italia mette a rischio soprattutto i più piccoli. A lanciare l’allarme è l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, dove durante l’estate circa un accesso su quattro al Pronto Soccorso è direttamente o indirettamente collegato alle elevate temperature.
A incidere è anche il fenomeno delle cosiddette “isole di calore urbano”, aree cittadine caratterizzate da temperature molto più elevate rispetto alle zone rurali a causa della presenza di asfalto, cemento, edifici e della ridotta quantità di aree verdi. Una condizione che, complice il cambiamento climatico, rende sempre più difficili le estati nelle grandi città.
Bambini più vulnerabili al caldo
Secondo gli specialisti del Bambino Gesù, i bambini sono particolarmente esposti agli effetti delle alte temperature perché il loro organismo non è ancora in grado di regolare efficacemente la temperatura corporea.
«I bambini non sono piccoli adulti: il loro organismo ha una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea e questo li rende particolarmente vulnerabili alle ondate di calore, soprattutto nei primi anni di vita e in presenza di patologie croniche o condizioni di fragilità. Per questo la prevenzione e il riconoscimento precoce dei segnali di disidratazione sono fondamentali», spiega Alberto Villani, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria Generale, Malattie Infettive e DEA di II livello dell’ospedale.
I dati del Pronto Soccorso
Nel dettaglio:
- il 5% degli accessi riguarda direttamente colpi di calore, sincopi e disidratazione;
- il restante 20% interessa bambini con febbre, vomito, diarrea o patologie croniche aggravate dalle alte temperature.
I casi più delicati riguardano lattanti, bambini molto piccoli e pazienti affetti da malattie croniche, come cardiopatie, diabete o patologie oncologiche.
Le isole di calore urbano
Gli esperti spiegano che nelle città l’asfalto esposto al sole può raggiungere temperature comprese tra 60 e 80 gradi, contribuendo ad aumentare il disagio termico e il rischio di colpi di calore.
La diminuzione delle aree verdi, l’elevata presenza di superfici impermeabili e il calore prodotto da traffico e impianti di climatizzazione rendono infatti le città molto più calde rispetto alle aree circostanti.
I consigli dei pediatri
Per proteggere i bambini durante l’estate, il Bambino Gesù raccomanda alcune semplici regole:
- offrire acqua frequentemente, anche senza lo stimolo della sete;
- evitare l’esposizione al sole tra le 11 e le 17;
- scegliere abiti leggeri e traspiranti;
- mantenere gli ambienti freschi e ben ventilati;
- privilegiare frutta, verdura e pasti leggeri;
- utilizzare cappellino e crema solare;
- prestare particolare attenzione ai neonati e ai bambini con patologie croniche;
- riconoscere subito i segnali di disidratazione come bocca asciutta, urine scarse, sonnolenza, nausea e crampi.
Quando rivolgersi al medico
In presenza di febbre persistente, vomito ripetuto, rifiuto di bere o peggioramento di patologie già presenti è consigliato contattare il pediatra.
È invece necessario recarsi immediatamente al Pronto Soccorso in caso di perdita di coscienza, convulsioni, grave difficoltà respiratoria, incapacità di bere o febbre molto elevata dopo una prolungata esposizione al caldo.
Come ricorda Sebastian Cristaldi, responsabile del Pronto Soccorso della sede del Gianicolo del Bambino Gesù, «molte delle situazioni che osserviamo possono essere evitate con semplici accorgimenti. Intervenire tempestivamente permette nella maggior parte dei casi di evitare che un malessere si trasformi in un’emergenza».
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