Crisi migranti a Ceuta, l’Italia sospende Schengen con la Spagna: controlli alle frontiere per un mese

La crisi migratoria che sta interessando Ceuta, enclave spagnola in territorio marocchino, provoca un duro scontro diplomatico tra Italia e Spagna e porta il Governo italiano a reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere. Dopo giorni segnati dall’arrivo di migliaia di migranti e da decine di vittime nel tentativo di raggiungere l’enclave, Palazzo Chigi ha deciso di sospendere per un mese il regime di libera circolazione previsto dall’Accordo di Schengen nei collegamenti aerei e marittimi con la Spagna.

L’annuncio è arrivato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito la misura “straordinaria” e necessaria per garantire la sicurezza nazionale, precisando che resterà in vigore solo per il tempo necessario e cercando di limitare gli effetti sul turismo estivo.

Secondo quanto comunicato dal Viminale, i controlli entreranno in vigore dal 1° agosto e riguarderanno esclusivamente i cittadini provenienti da Paesi extra Unione Europea in arrivo dalla Spagna. Nessuna modifica, invece, per i cittadini italiani, spagnoli o degli altri Stati membri dell’Ue, che continueranno a viaggiare senza ulteriori adempimenti.

La decisione arriva mentre a Ceuta prosegue l’emergenza umanitaria. Negli ultimi giorni migliaia di persone hanno tentato di raggiungere l’enclave spagnola anche a nuoto, con un bilancio che continua ad aggravarsi. Le autorità hanno recuperato decine di corpi in mare, mentre la Guardia Civil, l’esercito spagnolo e i servizi di soccorso restano impegnati nelle operazioni di controllo e assistenza.

Sul piano politico, il provvedimento italiano ha immediatamente acceso il confronto con Madrid. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito la sospensione dei controlli “una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei cittadini e difendere le frontiere europee”, sottolineando che la gestione dei confini esterni rappresenta una responsabilità condivisa da tutti gli Stati membri.

Di segno opposto la reazione del Governo spagnolo. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha giudicato “indegne” le dichiarazioni provenienti dall’Italia, annunciando la convocazione dell’ambasciatore italiano a Madrid per esprimere la protesta dell’esecutivo. Anche il premier Pedro Sánchez ha invitato a evitare divisioni all’interno dell’Unione Europea, ricordando che la crisi richiede una risposta comune e coordinata.

Nel frattempo, secondo il Ministero dell’Interno spagnolo, la maggior parte dei migranti arrivati a Ceuta avrebbe già fatto ritorno volontariamente in Marocco. Anche la Commissione Europea ha precisato che, allo stato attuale, non risultano flussi diretti dall’enclave verso il resto del territorio europeo, confermando che i controlli previsti dal Codice Schengen nelle città autonome di Ceuta e Melilla restano pienamente operativi.

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