Il presidente americano rivendica il controllo dello Stretto di Hormuz e non esclude nuove operazioni contro Teheran. Sull’Ucraina apre a un futuro incontro con il leader russo. Dal Venezuela al Canada, le altre dichiarazioni dalla Casa Bianca.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna a parlare dell’Iran e sostiene che il regime di Teheran stia diventando «ogni giorno più debole», rivendicando il controllo della situazione nello Stretto di Hormuz e il transito delle petroliere lungo una delle rotte energetiche più importanti al mondo.
Dopo quella che ha descritto come una pesante offensiva contro circa cento obiettivi, Trump ha affermato di non ritenere che la nuova campagna di bombardamenti possa protrarsi ancora a lungo. Allo stesso tempo, il presidente americano ha avvertito che Washington sarebbe pronta a intervenire nuovamente qualora lo ritenesse necessario.
Secondo Trump, le operazioni avrebbero colpito anche nuove infrastrutture realizzate dall’Iran, compreso un sistema missilistico che, stando alle sue dichiarazioni, sarebbe stato in grado di dispiegare mine.
L’Iran e i nuovi missili
Sul fronte militare, un’inchiesta del Financial Times riferisce che Teheran starebbe lavorando allo sviluppo di missili supersonici di nuova generazione, sfruttando tecnologie provenienti dalla Russia.
Si tratterebbe di sistemi progettati per raggiungere velocità elevate e volare a bassa quota, con potenziali implicazioni per le unità navali statunitensi presenti in Medio Oriente.
Ucraina, Trump apre all’incontro con Putin
Trump è intervenuto anche sulla guerra in Ucraina, tornando sulla possibilità di un faccia a faccia con il presidente russo Vladimir Putin.
Il presidente americano ha spiegato di volere un incontro con il leader del Cremlino, ma soltanto quando un accordo di pace sarà vicino alla conclusione. Washington, ha aggiunto, intende mantenere buoni rapporti sia con la Russia sia con l’Ucraina.
Venezuela e rapporti con il Canada
Tra i temi affrontati anche il Venezuela. Secondo Trump sarebbe ancora prematuro parlare di nuove elezioni nel Paese dopo la cattura di Nicolás Maduro.
Il presidente statunitense ha infine commentato i rapporti con il Canada, sostenendo che in questa fase sarebbe persino più semplice dialogare con la Cina che con Ottawa. Le relazioni tra Stati Uniti e Canada attraversano infatti una fase di forte tensione, anche sul fronte commerciale.
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