CyberShield AI Italia, Calabrò (Difesa): «La sicurezza energetica è parte integrante della sicurezza nazionale»

La sicurezza energetica non riguarda più soltanto la disponibilità delle fonti e la riduzione delle dipendenze, ma rappresenta una componente essenziale della sicurezza nazionale. Cyberattacchi, sabotaggi fisici, crisi geopolitiche e crescente domanda energetica delle nuove tecnologie impongono infatti di ripensare la resilienza delle infrastrutture strategiche. È il quadro delineato dal Prof. Giuseppe Calabrò, Consigliere per la Sicurezza Energetica del Ministro della Difesa, nel corso di “CyberShield AI Italia – La nuova difesa digitale nazionale”, l’evento promosso dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI).

«Ormai la sicurezza energetica è parte integrante della sicurezza nazionale», ha sottolineato Calabrò, spiegando come alla tradizionale questione della disponibilità di energia debba affiancarsi una nuova domanda: cosa accade quando il sistema energetico viene sottoposto a uno shock?

Uno shock può avere origine geopolitica, derivare da un attacco cyber oppure da un sabotaggio fisico. Per questo diventa necessario individuare preventivamente le vulnerabilità del sistema e comprendere quali funzioni debbano essere mantenute operative anche in condizioni critiche.

Una delle principali vulnerabilità individuate da Calabrò riguarda la crescente interdipendenza tra infrastrutture energetiche e digitali. Le reti sono infatti sempre più automatizzate, digitalizzate e interconnesse. Un’evoluzione indispensabile che, allo stesso tempo, crea nuovi punti di contatto tra dimensione cyber e mondo fisico.

«Un evento che accade nel dominio cyber può riflettersi poi nel dominio fisico e viceversa», ha spiegato. L’esempio più immediato è quello di un blackout, che non rappresenta esclusivamente un problema elettrico ma può avere conseguenze sulle comunicazioni e sulla logistica.

Energia, comunicazioni e capacità decisionali sono ormai fortemente connesse: la compromissione di uno di questi elementi può quindi produrre effetti anche sugli altri.

Da qui emerge un’altra questione centrale: non chiedersi soltanto quanta energia viene prodotta, ma stabilire quali funzioni essenziali debbano continuare a operare nel momento in cui viene meno l’alimentazione esterna e per quanto tempo sia possibile garantirne il funzionamento.

Accanto agli obiettivi di efficienza energetica e allo sviluppo delle fonti rinnovabili, Calabrò ha quindi richiamato il requisito dell’autonomia energetica. «L’autonomia significa disponibilità di sistemi di backup, capacità di accumulo e resilienza, possibilità anche di operare in condizioni degradate».

Questo significa individuare il livello minimo di energia necessario affinché un’infrastruttura strategica possa continuare a funzionare anche durante un attacco o un’interruzione, stabilendo al tempo stesso per quanto tempo tale autonomia possa essere mantenuta.

Un ulteriore fronte riguarda le dipendenze strategiche nelle catene di approvvigionamento. La sicurezza energetica, infatti, non comprende soltanto il combustibile, ma anche materiali, componenti e costi. Una questione destinata a riguardare, secondo Calabrò, anche l’eventuale sviluppo del nuovo nucleare e le relative catene di fornitura, compresa quella dell’uranio.

Infine, l’evoluzione tecnologica pone una nuova sfida sul fronte dei consumi. «Intelligenza artificiale, supercalcolo e tecnologie quantistiche richiedono infrastrutture energetiche sempre più grandi», ha osservato Calabrò.

Nel suo intervento ha richiamato anche un progetto europeo al quale stanno lavorando diverse amministrazioni, sotto la guida della Presidenza del Consiglio e del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, relativo a una grande infrastruttura dedicata a HPC, Quantum e AI. Secondo quanto riferito da Calabrò, il progetto contempla la possibilità di arrivare a una richiesta energetica superiore ai 300 megawatt.

La sicurezza delle infrastrutture digitali e quella del sistema energetico risultano quindi sempre più interdipendenti. Garantire la continuità dei servizi strategici significa prepararsi non soltanto a produrre energia, ma anche a mantenerla disponibile durante crisi, attacchi e condizioni degradate, mentre AI, supercalcolo e tecnologie quantistiche aumentano ulteriormente la domanda di capacità energetica.

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