Ventotto interventi distribuiti in sette regioni italiane per sviluppare la produzione di energia rinnovabile nelle aree della Difesa, insieme a un nuovo impianto di accumulo previsto in Sicilia. È il programma illustrato dal Gen. Michele Sirimarco, Commissario Speciale per lo sviluppo delle Energie Rinnovabili della Difesa del Ministero della Difesa, intervenuto nell’ambito di “CyberShield AI Italia – La nuova difesa digitale nazionale”, l’evento promosso dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI).
«L’energia è ormai un fattore strategico», ha sottolineato Sirimarco, evidenziandone il ruolo non soltanto per lo sviluppo economico del Paese, ma anche per la sicurezza e l’autonomia dell’Italia e dell’Europa.
Al centro della questione c’è infatti la necessità di ridurre la dipendenza energetica dall’estero e aumentare la capacità di autoproduzione, puntando in particolare sulle fonti rinnovabili. Una strategia che, secondo Sirimarco, deve procedere parallelamente alla decarbonizzazione e alla tutela dell’ambiente.
In questo scenario anche la Difesa punta a svolgere un ruolo attivo attraverso la valorizzazione del proprio patrimonio. È in questa prospettiva che opera il Commissario Speciale per lo sviluppo delle Energie Rinnovabili della Difesa, con l’obiettivo di accelerare e semplificare i processi necessari alla realizzazione dei nuovi impianti.
Uno degli ostacoli principali resta infatti la complessità delle procedure autorizzative. «Abbiamo un sistema frammentato, anche tra diverse competenze, che sono locali, regionali e nazionali, e nel quale non è facile districarsi», ha spiegato Sirimarco.
Il Commissario Speciale è stato recentemente riconosciuto anche come autorità proponente per le iniziative di produzione di energia rinnovabile sulle aree e sul patrimonio della Difesa, nonché sugli immobili utilizzati dalla stessa.
Il programma è già entrato in una fase operativa. «Abbiamo già preparato un programma di sviluppo di 28 interventi, che è all’esame della Commissione VAS del Ministero dell’Ambiente», ha annunciato Sirimarco. Gli interventi interessano 28 siti della Difesa distribuiti in sette regioni italiane.
Parallelamente, è in fase di avvio il processo autorizzativo per un impianto di accumulo che, secondo quanto illustrato dal Commissario, sarà realizzato in Sicilia all’interno di un’area dismessa della Marina Militare.
Il modello punta inoltre sulla collaborazione tra amministrazioni. Accanto al Commissario Speciale operano infatti due vicecommissari provenienti rispettivamente dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero della Cultura, con l’obiettivo di integrare nella valutazione dei progetti anche gli aspetti ambientali e paesaggistici.
Per Sirimarco è necessario superare la contrapposizione tra tutela ambientale e sviluppo delle infrastrutture energetiche. Le energie rinnovabili, nella prospettiva illustrata, rappresentano infatti uno strumento per coniugare maggiore autonomia energetica, decarbonizzazione e contrasto ai cambiamenti climatici.
La strategia della Difesa punta così a trasformare il proprio patrimonio in una leva per la produzione energetica, intervenendo contemporaneamente sulla semplificazione delle procedure e sulla collaborazione tra istituzioni. Un percorso che inserisce l’autonomia energetica sempre più direttamente all’interno delle politiche di sicurezza e resilienza del Paese.
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