Federico Biraghi, CEO di RedCarbon, racconta come l’intelligenza artificiale possa trasformare la gestione degli allarmi di sicurezza informatica, offrendo nuove opportunità di protezione anche alle piccole e medie imprese.
L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella cybersecurity, offrendo alle aziende nuovi strumenti per individuare e contrastare le minacce informatiche. In un contesto caratterizzato dalla crescente complessità degli attacchi e dall’elevato numero di segnalazioni generate dai sistemi di sicurezza, diventa fondamentale sviluppare soluzioni capaci di automatizzare l’analisi dei rischi e migliorare la capacità di risposta delle organizzazioni.
È in questo scenario che si inserisce l’attività di RedCarbon, realtà tecnologica specializzata nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per l’analisi degli allarmi di sicurezza informatica. L’azienda ha presentato il proprio approccio in occasione di Cybertech Europe 2026, l’evento internazionale dedicato alla cybersecurity, in programma il 13 e 14 ottobre presso il Centro Congressi La Nuvola di Roma.

RedCarbon, l’intelligenza artificiale per una cybersecurity più accessibile
A illustrare la visione dell’azienda è Federico Biraghi, CEO di RedCarbon, che evidenzia una delle principali difficoltà affrontate dalle organizzazioni: l’enorme quantità di allarmi generati quotidianamente dai sistemi di sicurezza, spesso impossibili da analizzare completamente attraverso le sole risorse umane.
«La nostra realtà aiuta aziende di tutti i tipi, dalle grandi enterprise e dalle Telco fino alle piccole e medie imprese, ad analizzare gli allarmi di sicurezza informatica utilizzando l’intelligenza artificiale», spiega Biraghi.
Il problema riguarda infatti non soltanto le grandi organizzazioni, ma anche le imprese di dimensioni più contenute, che devono confrontarsi con rischi informatici crescenti e risorse spesso limitate.
«Ci sono tantissime aziende che non guardano gli allarmi di sicurezza perché sono troppi», sottolinea il CEO, richiamando l’attenzione sulla necessità di rendere più efficiente il monitoraggio delle minacce.
La soluzione proposta da RedCarbon punta a supportare le imprese nell’analisi delle segnalazioni, utilizzando l’intelligenza artificiale per affrontare un’attività sempre più complessa e determinante per la protezione dei sistemi digitali.
Dall’AI offensiva alla difesa intelligente: la sfida della sicurezza informatica
Uno degli aspetti più significativi evidenziati da Biraghi riguarda il crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale anche da parte di chi sviluppa attacchi informatici. Una trasformazione che richiede alle aziende di adottare strumenti di difesa capaci di evolversi con la stessa rapidità delle minacce.
«Grazie al nostro software rispondiamo agli attacchi che usano l’AI con una difesa che usa l’AI», afferma Biraghi.
Un approccio che mette in evidenza il potenziale delle tecnologie intelligenti nella gestione della sicurezza, soprattutto quando si tratta di analizzare grandi quantità di informazioni e individuare segnali che potrebbero indicare un’attività malevola.
La prospettiva riguarda anche le piccole e medie imprese, per le quali il monitoraggio degli allarmi di sicurezza è destinato a diventare sempre più importante, al pari di quanto già avviene nei settori finanziario e delle telecomunicazioni.
La partecipazione di RedCarbon a Cybertech Europe 2026 evidenzia così il contributo delle realtà innovative allo sviluppo di una cybersecurity più accessibile, nella quale l’intelligenza artificiale diventa uno strumento per rafforzare la consapevolezza dei rischi e supportare le aziende nella protezione delle proprie attività digitali.
Di seguito la videointervista a Federico Biraghi, CEO di RedCarbon, realizzata durante Cybertech Europe 2026 a Roma.
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