Il provvedimento passa con 153 voti favorevoli, 105 contrari e 4 astenuti. Previsti 257 milioni nel 2027 e 260 milioni annui dal 2028. La maggioranza rivendica il riconoscimento dell’assistenza familiare, mentre le opposizioni contestano risorse e criteri di accesso.
Primo via libera della Camera al disegno di legge sui caregiver familiari, le persone che assistono quotidianamente parenti malati, con disabilità o non autosufficienti. Il testo è stato approvato con 153 voti favorevoli, 105 contrari e 4 astenuti e passa ora all’esame del Senato.
Il provvedimento punta a riconoscere il valore sociale dell’attività di cura svolta all’interno delle famiglie e a introdurre forme di sostegno economico e nuove tutele, differenziate in base all’intensità dell’assistenza prestata.
Un intervento che riguarda una realtà particolarmente diffusa in Italia: secondo le stime riportate, almeno sette milioni di persone si occupano di un familiare che necessita di assistenza.
Cosa prevede la legge sui caregiver familiari
Il disegno di legge introduce un sistema di riconoscimento e sostegno per chi dedica una parte significativa della propria vita all’assistenza di un familiare.
Le misure previste sono differenziate in base all’impegno richiesto, con particolare attenzione alle persone che garantiscono un’assistenza continuativa.
Tra gli strumenti indicati figura un contributo economico che può arrivare fino a 400 euro al mese, subordinato al rispetto di specifici requisiti.
Il testo prevede criteri di accesso che comprendono, per alcune forme di sostegno, la convivenza con la persona assistita e un impegno di almeno 91 ore settimanali.
Si tratta di condizioni che hanno alimentato il confronto parlamentare, soprattutto per il rischio di escludere una parte delle persone impegnate nell’assistenza familiare.
Isee fino a 25mila euro per accedere al sostegno
Una delle modifiche introdotte durante l’esame alla Camera riguarda la soglia Isee prevista per l’accesso al contributo economico.
Il limite è stato innalzato da 15mila a 25mila euro attraverso un emendamento rivendicato da Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari sociali della Camera.
L’obiettivo della modifica è ampliare la platea dei potenziali beneficiari rispetto alla formulazione iniziale del provvedimento.
L’accesso agli aiuti rimane comunque legato agli ulteriori requisiti previsti dalla normativa, compresa l’intensità dell’attività di assistenza.
Le risorse stanziate: 257 milioni nel 2027
Sul piano finanziario, il disegno di legge prevede uno stanziamento di 257 milioni di euro per il 2027 e di 260 milioni di euro annui a partire dal 2028.
Le risorse rappresentano uno dei principali punti di confronto tra maggioranza e opposizione.
Per il governo, il provvedimento costituisce un primo passo verso il riconoscimento di una figura che svolge un ruolo fondamentale nell’assistenza alle persone fragili.
Le opposizioni ritengono invece che gli stanziamenti siano insufficienti rispetto al numero di caregiver presenti in Italia e alle necessità economiche delle famiglie.
Locatelli: «Un punto da cui non si torna indietro»
La ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha accolto positivamente l’approvazione del testo, definendolo un passaggio importante nel percorso di riconoscimento dei caregiver familiari.
Secondo la ministra, l’obiettivo è garantire dignità e sostegno concreto, anche economico, a chi affronta un carico assistenziale particolarmente elevato.
Locatelli ha sottolineato che le tutele sono state articolate in modo differenziato per rispondere alle diverse intensità dell’impegno di cura.
Anche Ugo Cappellacci ha rivendicato il risultato raggiunto, ricordando il lungo percorso parlamentare del provvedimento.
Tra il 2013 e il 2025, infatti, sono state presentate circa trenta proposte di legge dedicate ai caregiver, senza che nessuna arrivasse all’approvazione definitiva.
Le critiche delle opposizioni: «Risorse insufficienti»
Di segno opposto le valutazioni dei partiti di opposizione, che contestano sia l’entità dei finanziamenti sia i requisiti necessari per ottenere il sostegno.
La capogruppo del Partito Democratico alla Camera, Chiara Braga, ha motivato il voto contrario sostenendo che il provvedimento rischia di creare disparità tra le persone che dovrebbe tutelare.
Secondo Braga, a fronte di milioni di caregiver, le misure economiche finirebbero per raggiungere soltanto poche decine di migliaia di beneficiari.
Critiche anche da Alleanza Verdi e Sinistra, che considera troppo complesso il percorso di accesso alle tutele e insufficienti gli importi destinati alle persone economicamente più fragili.
Daniela Ruffino, deputata di Azione, ha contestato la mancanza di coperture finanziarie adeguate, sostenendo che il testo non risponda pienamente alle esigenze delle famiglie.
Marco Furfaro, responsabile nazionale Welfare del Pd, ha inoltre criticato l’importo massimo del contributo, pari a 400 euro mensili, annunciando l’intenzione di continuare a chiedere modifiche durante l’iter parlamentare.
Secondo le opposizioni, per garantire una copertura più ampia sarebbero necessari almeno 940 milioni di euro all’anno.
Il testo passa al Senato: cosa succede adesso
Con l’approvazione in prima lettura alla Camera, il disegno di legge sui caregiver familiari prosegue il proprio percorso parlamentare.
Il prossimo passaggio sarà l’esame del Senato, dove potranno essere presentati emendamenti e proposte di modifica.
Il provvedimento non è quindi ancora una legge definitiva e le misure economiche previste non sono al momento operative.
Il confronto si concentrerà soprattutto sull’ampliamento dei beneficiari, sulle risorse disponibili e sui requisiti richiesti per accedere agli aiuti.
La questione resta centrale per milioni di famiglie italiane, nelle quali l’assistenza a persone malate o non autosufficienti comporta spesso rinunce professionali, difficoltà economiche e un carico quotidiano di responsabilità.
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