Bollette luce, verso un tetto al prezzo del gas: cosa cambia per famiglie e imprese

La Commissione europea apre alla misura italiana per ridurre il costo dell’energia elettrica. Il Governo dovrà però modificare il decreto e definire il nuovo meccanismo. Possibile avvio nel 2027, ma non tutti i consumatori beneficeranno degli sconti.

Una possibile riduzione del costo dell’energia elettrica per famiglie e imprese italiane. È questo l’obiettivo del nuovo intervento sul prezzo del gas utilizzato dalle centrali termoelettriche, sul quale è arrivata un’apertura da parte della Commissione europea.

Il provvedimento punta a contenere i rincari dell’elettricità attraverso un limite al prezzo del gas impiegato per produrla. Una soluzione pensata per contrastare gli effetti della crisi in Medio Oriente sui mercati energetici.

Non si tratta, tuttavia, di uno sconto già operativo. Il Governo dovrà rivedere il testo della misura, definire le modalità di finanziamento e completare il percorso di autorizzazione previsto dalle regole europee.

Secondo le ipotesi attualmente circolate, il nuovo sistema potrebbe entrare in funzione all’inizio del 2027.

Perché il prezzo del gas influenza anche quello dell’elettricità

Il legame tra gas ed energia elettrica è uno degli aspetti fondamentali del mercato energetico.

In Italia una parte dell’elettricità viene prodotta nelle centrali termoelettriche alimentate a gas naturale. Quando il combustibile aumenta di prezzo, crescono anche i costi di produzione dell’energia.

Questi rincari possono riflettersi sul prezzo all’ingrosso dell’elettricità e, successivamente, sulle bollette dei consumatori.

Per limitare questo effetto, il Governo intende introdurre un tetto al costo del gas destinato esclusivamente alla produzione elettrica.

Il meccanismo prende spunto dall’esperienza della Spagna, che nel 2022 aveva adottato un sistema straordinario per contenere l’impatto del gas sui prezzi dell’elettricità.

Anche l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha esaminato un modello di intervento analogo, illustrandone le possibili caratteristiche in un documento pubblicato il 25 giugno.

Quanto potrebbe scendere il prezzo dell’energia

L’ipotesi al centro del confronto prevede un tetto al prezzo del gas di circa 60 euro per megawattora.

Il valore non è ancora ufficiale e dovrà essere confermato nella versione definitiva del provvedimento.

Secondo i dati riportati nelle valutazioni sulla misura, il prezzo del gas sul mercato italiano all’ingrosso, indicato dal riferimento PSV, si attesta a 89,21 euro per megawattora.

L’introduzione del limite ipotizzato comporterebbe quindi una riduzione significativa del costo del combustibile utilizzato dalle centrali elettriche.

Le stime indicano un possibile calo del prezzo all’ingrosso dell’elettricità compreso tra 50 e 60 euro per megawattora, rispetto a un valore di riferimento di circa 225 euro.

Si tratta però di proiezioni legate a un meccanismo ancora da definire, non di riduzioni già approvate per le singole bollette.

Bollette più leggere, ma il risparmio non sarà uguale per tutti

Un eventuale abbassamento del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica non si tradurrebbe automaticamente in una riduzione della stessa percentuale sulla bolletta finale.

Il motivo è legato alla composizione della spesa sostenuta dai consumatori.

Oltre alla materia prima energia, infatti, la bolletta comprende costi di trasporto e distribuzione, oneri di sistema e imposte.

La componente energetica rappresenta soltanto una parte dell’importo complessivo, indicativamente intorno al 60% nel quadro considerato.

Di conseguenza, anche un calo rilevante del prezzo dell’elettricità sul mercato avrebbe un impatto più contenuto sulla spesa finale delle famiglie.

Chi potrebbe beneficiare del nuovo intervento

Il vantaggio più diretto riguarderebbe i consumatori che hanno sottoscritto contratti di fornitura dell’elettricità a prezzo variabile.

In queste offerte, il costo della materia prima è collegato all’andamento del mercato all’ingrosso, generalmente attraverso il PUN, al quale il fornitore applica uno spread.

Una riduzione del prezzo di riferimento potrebbe quindi riflettersi sugli importi fatturati, secondo le condizioni previste dai singoli contratti.

Per chi dispone invece di un’offerta a prezzo fisso, l’effetto immediato sarebbe diverso, perché il prezzo dell’energia è stabilito contrattualmente per un determinato periodo.

Il provvedimento non prevede inoltre un taglio diretto delle bollette del gas domestico: riguarda il combustibile utilizzato dalle centrali per produrre elettricità.

Il via libera europeo non rende ancora operativa la misura

L’apertura di Bruxelles rappresenta un passaggio importante, ma non conclude l’iter necessario per l’applicazione del provvedimento.

Il tetto al prezzo del gas è infatti considerato una forma di aiuto di Stato, soggetta alle regole europee sulla concorrenza.

La Commissione ha valutato l’intervento nell’ambito del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato collegati alla crisi in Medio Oriente, denominato Middle East Crisis Temporary State Aid Framework.

Il Governo italiano dovrà ora riformulare il meccanismo previsto dal decreto Bollette, tenendo conto delle osservazioni europee.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica sarà chiamato a predisporre il nuovo schema, che dovrà essere notificato alla Commissione europea per le verifiche necessarie.

Sarà inoltre richiesto un ulteriore passaggio in Consiglio dei ministri.

Chi pagherà il costo dell’intervento?

Uno degli aspetti più importanti riguarda il finanziamento della misura.

Secondo le indicazioni della Commissione europea, i costi dovranno essere sostenuti esclusivamente dai consumatori che beneficeranno del sistema di riduzione dei prezzi.

Non è quindi previsto, nello schema illustrato, che l’onere venga coperto direttamente attraverso il bilancio dello Stato.

Spetterà ad Arera definire le regole per distribuire e recuperare i costi del meccanismo.

Questo passaggio sarà determinante anche per comprendere l’effettivo risparmio netto che potrà arrivare ai consumatori.

Quando arriveranno gli eventuali sconti

Le tempistiche non sono ancora definitive.

Tra la riscrittura del provvedimento, la definizione delle coperture e il completamento delle procedure europee, l’avvio del sistema viene ipotizzato per i primi mesi del 2027.

L’intervento avrebbe inoltre carattere temporaneo, con una durata indicativa di circa un anno.

La scelta è collegata alla natura straordinaria della misura, pensata per affrontare l’aumento dei prezzi energetici causato dalle tensioni in Medio Oriente.

Per famiglie e imprese, dunque, la prospettiva è quella di un possibile alleggerimento dei costi dell’elettricità, ma l’entità reale del beneficio dipenderà dalle regole definitive, dall’andamento del mercato e dalle condizioni dei contratti di fornitura.

Solo dopo l’approvazione del nuovo decreto sarà possibile stabilire con maggiore precisione chi risparmierà e quanto.

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