Approvato al Senato il disegno di legge sul femminicidio: pene più dure per chi uccide le donne

Il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva il disegno di legge che introduce l’ergastolo per chi si rende colpevole di femminicidio, inasprendo le pene per i crimini di genere. Il provvedimento è passato con unanimità dei voti, segnando un momento di rara convergenza politica tra maggioranza e opposizione.

Il ddl prevede un rafforzamento dell’apparato normativo volto a contrastare la violenza contro le donne, intervenendo in particolare nei casi di recidiva, omicidi premeditati e con aggravanti specifiche. L’obiettivo è fornire uno strumento giuridico più incisivo, aumentando il potere deterrente della legge e tutelando in modo più efficace le potenziali vittime.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato l’approvazione parlando di un “passo avanti doveroso” nella lotta alla violenza di genere, sottolineando l’impegno del governo su questo fronte. Anche numerosi esponenti delle opposizioni hanno accolto positivamente la misura, sebbene alcuni abbiano sottolineato la necessità di affiancare agli strumenti repressivi più risorse per la prevenzione e i centri antiviolenza.

Il nuovo testo si inserisce in un contesto nazionale preoccupante: nel solo 2024, l’Italia ha registrato oltre 100 femminicidi, spesso commessi da partner o ex partner. Le statistiche evidenziano inoltre una crescente incidenza dei crimini domestici, con una parte rilevante delle vittime che aveva già segnalato precedenti episodi di violenza.

Organizzazioni per i diritti delle donne e centri di supporto hanno accolto il provvedimento con cauto ottimismo, riconoscendo il valore simbolico e pratico della riforma, ma chiedendo allo Stato di non limitarsi alla repressione e di investire nella cultura del rispetto, nell’educazione affettiva e nella protezione sociale.

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