Attacco notturno su Kiev: 14 morti, oltre 40 feriti in un’ondata di missili e droni

Nella notte tra il 16 e il 17 giugno 2025, per quasi nove ore le forze armate russe hanno lanciato una massiccia offensiva contro Kiev, utilizzando combinazioni di missili balistici, missili da crociera e droni kamikaze. Secondo il capo dell’amministrazione militare cittadina, il bilancio provvisorio è di 14 vittime (tra cui un cittadino statunitense di 62 anni) e 44 feriti, di cui 30 ricoverati in ospedale.

I raid hanno interessato 27 obiettivi in vari quartieri della capitale, con il distretto di Solomianskyi tra i più colpiti. Un missile balistico ha distrutto un intero edificio di nove piani, rase al suolo una porzione di condomini e causato incendi diffusi.

Tra i feriti rilevati tra le 44 persone, 30 sono attualmente ricoverate. I servizi di emergenza hanno lavorato senza sosta su strutture residenziali, infrastrutture civili e centri educativi, mobilitando più di 2.000 operatori tra soccorritori, polizia e personale sanitario .

Contesto e dinamiche del conflitto

L’attacco arriva in un momento di notevole escalation tra Ucraina e Russia, con l’ultimo raid particolarmente violento tra i più intensi registrati nelle ultime settimane. Solo ad aprile 2025 un attacco simile aveva provocato 12 vittime e 90 feriti, demolendo numerosi edifici residenziali.

Ad oggi, nonostante alcuni colloqui di pace – in particolare in Turchia – l’unico risultato tangibile riguarda il prigioniero scambi; strategie per un vero cessate il fuoco restano elusive .

Ripercussioni e scenari futuri

Il sindaco Vitali Klitschko ha definito l’attacco come uno dei più devastanti dalla fase iniziale del conflitto, sottolineando l’urgenza di rafforzare le difese aeree della capitale.

L’attacco ha avuto eco mondiale in concomitanza al vertice del G7 in Canada, al quale era presente anche il presidente ucraino Zelenskyy. I raid sembrano volti a influenzare dinamiche geopolitiche, testando la resilienza ucraina e la determinazione dell’Occidente nei confronti di Mosca.

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