Dal 24 al 26 giugno, i vertici della NATO si riuniranno a L’Aia per un incontro cruciale sulle prospettive di sicurezza dell’alleanza. Al centro del summit ci sarà la proposta, avanzata dal nuovo segretario generale Mark Rutte, di portare la spesa militare degli Stati membri fino al 5% del PIL, suddivisa tra difesa armata (3,5%) e resilienza civile (1,5%).
Il dibattito si preannuncia acceso. Alcuni Paesi, come la Spagna, hanno già espresso riserve, mentre Stati Uniti, Polonia e Paesi baltici spingono per una linea più rigida, giudicata indispensabile in un contesto di crescente instabilità internazionale. Il summit arriva in un momento di tensione globale: dall’Ucraina al Medio Oriente, fino alla sfida cinese nell’Indo-Pacifico.
Il vertice sarà anche il primo con Mark Rutte alla guida dell’Alleanza. L’ex premier olandese si troverà a gestire equilibri complessi: da un lato le pressioni statunitensi per un maggiore impegno europeo, dall’altro la necessità di mantenere coesione politica tra membri con visioni economiche diverse.
In agenda anche l’intensificazione dei partenariati con Paesi dell’area Asia-Pacifico e un rafforzamento della difesa cibernetica. Il vertice di L’Aia si presenta quindi come un passaggio strategico per il futuro della NATO, chiamata a ridefinire il proprio ruolo in un sistema internazionale sempre più multipolare.
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