Giappone: la Banca centrale divisa su inflazione e crescita, rinviata la stretta monetaria

La Bank of Japan (BoJ) ha pubblicato il verbale della riunione del 16–17 giugno e il documento conferma le spaccature interne sul futuro della politica monetaria. Mentre l’inflazione resta ben oltre il target del 2%, la fragilità della ripresa economica e l’impatto dei dazi USA frenano la spinta verso un aumento dei tassi d’interesse.

Tassi fermi allo 0,5% (per ora)

Il governatore Kazuo Ueda ha optato per la prudenza, lasciando i tassi invariati allo 0,5%, ma il dibattito interno è acceso. Alcuni membri del board chiedevano un rialzo immediato, temendo una spirale inflazionistica. Altri, più cauti, temono che una stretta anticipata possa danneggiare l’export e peggiorare i consumi interni, già sotto pressione.

“Il Giappone non può permettersi una stretta in stile Fed o BCE senza ripercussioni profonde sull’economia reale”, si legge in uno dei pareri citati nel verbale.

Fattori esterni e scenario globale

Tra i fattori che pesano sulla BoJ:

  • Il rallentamento della domanda cinese
  • L’effetto inflattivo dei dazi statunitensi sulle auto giapponesi
  • La pressione del mercato valutario: lo yen è debole e potrebbe peggiorare in caso di shock

Il prossimo appuntamento per una possibile revisione dei tassi è a fine luglio, ma molti analisti parlano già di un rinvio al 2026.

About The Author

Condividi l'articolo sui tuoi social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *