Regno Unito verso il Net Zero entro il 2050: il Climate Committee conferma, ma serve riforma fiscale sull’energia

Il Regno Unito è sulla giusta traiettoria per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, secondo il nuovo report annuale del Climate Change Committee (CCC), pubblicato questa settimana. Un traguardo che sembrava incerto dopo il rallentamento post-Brexit, ma che ora torna nel radar grazie a politiche ambientali più aggressive e un nuovo slancio sulle rinnovabili.

Le politiche che funzionano

Il CCC attribuisce gran parte del successo a:

  • Liberalizzazione dell’eolico onshore, finalmente sbloccato dopo anni di stallo
  • Sostegno massiccio alla mobilità elettrica, con nuove stazioni di ricarica in tutto il Paese
  • Incentivi per l’installazione di pompe di calore residenziali
  • Investimenti nelle reti elettriche intelligenti

L’energia da fonti rinnovabili rappresenta oggi il 53% del mix energetico britannico, un salto notevole rispetto al 37% di cinque anni fa.

Il nodo fiscale: energia troppo tassata

Ma il rapporto delinea anche una criticità strutturale: il sistema fiscale energetico britannico penalizza l’elettricità – in larga parte rinnovabile – molto più del gas, rallentando la convenienza economica della transizione.

“Se vogliamo accelerare la decarbonizzazione, dobbiamo spostare la tassazione dal kWh elettrico a un modello più equo”, scrive il CCC.

Tra le proposte: ridurre l’IVA sull’elettricità, aumentare la tassazione sul gas, o introdurre una carbon tax progressiva. Il governo per ora prende tempo, anche in vista delle elezioni del 2026.

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