WASHINGTON – L’OCSE ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita globale, oggi stimata al 2,9% per il 2025–2026, il dato più basso dall’era post-Covid (). L’OPEC, coerente con l’indicazione dell’OCSE, segnala deterioramento economico dovuto alle politiche protezionistiche Usa e al clima di incertezza ().
Uno degli effetti più pesanti è sulle economie emergenti e sui Paesi esportatori: il rallentamento globale frena la domanda di materie prime e beni industriali, con impatti visibili in Europa e in Cina ().
A Israele, Irlanda e altri partner Ue, l’allarme è concreto: la possibile imposizione di dazi fino al 30% negli Stati Uniti potrebbe essere “devastante” (). Anche le grandi imprese, come BASF, già registrano un calo degli utili e revisione delle proprie previsioni 2025 a causa della contrazione del commercio .
Perché conta: le tensioni commerciali con gli Usa stanno affondando non solo i singoli operatori, ma l’intera crescita globale. L’OCSE avverte che senza accordi commerciali stabili il decennio potrebbe segnare il peggior ritorno economico dal 1960 ().
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