NEW YORK – L’Iran ha oggi aperto alla ripresa dei colloqui nucleari con gli Stati Uniti, a patto che vengano garantite “zero nuove aggressioni” contro i propri impianti . Ciò avviene dopo un’escalation militare di 12 giorni e l’interruzione dei rapporti con l’AIEA: l’ultima offensiva israeliana, sostenuta anche dagli Usa, ha colpito siti come Natanz, provocando brevi interruzioni nel programma nucleare iraniano .
Nel complesso panorama mediorientale, l’Iran cerca una via diplomatica distinguendo gli Stati Uniti da Israele, sostenendo che solo con garanzie reali potrà tornare al tavolo negoziale . La diplomazia europea – guidata da UK, Francia e Germania – ha messo in guardia verso nuove sanzioni e spinge per un rilancio dei colloqui, mentre Washington sembra disponibile a trattare in cambio di impegni certi ().
Perché conta: la possibile riapertura delle trattative potrebbe rallentare le tensioni in Medio Oriente e smorzare lo spettro di una guerra aperta. Tuttavia, la sospensione delle ispezioni AIEA e i dissidi interni tra riformisti e conservatori iraniani restano fattori di rischio.
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